Il personaggio
La Stampa Usa, al lancio anche Daniel Libeskind: l'intervista
di Antonio Monda

REDAZIONE CRONACA. Il Tribunale di Trani ha emesso un’ordinanza destinata a fare scuola nella tutela delle persone con disturbo dello spettro autistico per la quale è arrivato il supporto dell'associazionismo abruzzese. Il giudice del Lavoro, Angela Arbore, ha accolto il ricorso dei genitori di un bambino, imponendo alla Asl di Trani di attivare senza indugi il percorso riabilitativo prescritto, sia in via diretta che tramite centri convenzionati.
Tempo come fattore determinante
L’ordinanza mette in luce come il tempo rappresenti un fattore determinante nella cura, specialmente durante l’età evolutiva. Secondo il magistrato, «ogni ritardo si traduce in un pregiudizio grave per la salute del minore, non riparabile in un secondo momento». L'azione legale è stata supportata dall'associazione Autismo Abruzzo Aps, con l’intervento del presidente Dario Verzulli e del legale Gianni Legnini, insieme agli avvocati Francesca Zitoli e Salvatore Romanelli.
La discolpa
La Asl Bat aveva tentato di giustificare la mancata assistenza citando «carenze di personale e difficoltà organizzative». Tuttavia, il provvedimento ribadisce con fermezza che tali problematiche non possono ricadere sul paziente quando è in gioco un diritto costituzionale. Il giudice ha riconosciuto sia il fumus boni iuris che il periculum in mora, sottolineando che «la semplice presa in carico burocratica non è sufficiente se non segue l'erogazione concreta delle terapie.»
Decisione che rafforza la giurisprudenza consolidata
Questa decisione rafforza una giurisprudenza già consolidata in altre regioni come l'Abruzzo, la Campania e la Lombardia. Viene infine chiarito che, sebbene la Regione abbia compiti di indirizzo, «la responsabilità operativa e la legittimazione passiva restano in capo alle Asl territoriali, uniche responsabili dell'effettiva cura dei cittadini».