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Il caso

Villa Comunale senz’acqua, la protesta diventa un caso giudiziario: esposto in Procura e ultimatum all’Arap

Il Comune di Teramo avrebbe chiesto il ripristino della fornitura entro 24 ore. Interessati anche i Carabinieri Forestali, ma da Palazzo di Città non arrivano conferme ufficiali

Villa Comunale senz’acqua, la protesta diventa un caso giudiziario: esposto in Procura e ultimatum all’Arap
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Dalle aiuole in sofferenza alle carte destinate alla magistratura. L’emergenza idrica della Villa Comunale di Teramo avrebbe oltrepassato i confini dello scontro amministrativo, arrivando sul tavolo della Procura della Repubblica. Il Comune avrebbe infatti presentato un esposto e una formale diffida nei confronti dell’Arap Abruzzo, chiedendo il ripristino dell’erogazione dell’acqua potabile entro 24 ore dalla ricezione dell’atto.

Il documento sarebbe stato trasmesso al Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Teramo e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale, con una comunicazione indirizzata anche all’Azienda regionale delle attività produttive. Al momento, tuttavia, i rappresentanti comunali non confermano ufficialmente l’indiscrezione.Al centro dell’iniziativa ci sarebbe quella che l’Amministrazione ha più volte definito una «grave e prolungata carenza» nella fornitura di acqua potabile all’interno del parco cittadino.Una situazione che, secondo il Comune, starebbe compromettendo la manutenzione del verde pubblico, la tutela degli animali ospitati nella Villa e la normale fruizione dell’area da parte dei cittadini.

Nell’atto l’Aráp Abruzzo sarebbe indicata come il soggetto competente per la gestione e l’erogazione del servizio idrico nella zona. Da qui la diffida a intervenire con la massima urgenza e, comunque, entro il termine di 24 ore, ripristinando la regolare fornitura dell’acqua. L’Amministrazione avrebbe inoltre chiesto alle autorità competenti di valutare l’eventuale sussistenza di responsabilità penali e amministrative, comprese le ipotesi di interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d’ufficio.Spetterà naturalmente agli organi inquirenti verificare l’esistenza di eventuali profili di rilevanza giudiziaria e accertare responsabilità o omissioni.

Dopo settimane di segnalazioni, richieste di intervento e allarmi sulle condizioni del parco, la crisi della Villa Comunale entra dunque in una fase decisamente più delicata. L’acqua continua a essere il problema più urgente, ma ora a scorrere sono soprattutto le carte: dalle scrivanie del Comune fino agli uffici della Procura.