Edilizia scolastica
Scuole a Silvi, Partipilo attacca l’amministrazione: «Nessun cronoprogramma, solo incertezze»
di Redazione Teramo

TERAMO. Ore sei del mattino. Gli operatori della Teramo Ambiente sono già al lavoro lungo viale Bovio. Spazzano, raccolgono, ripuliscono marciapiedi e spazi pubblici.
Ore 6.30. La strada è stata appena sistemata quando, secondo quanto ci viene segnalato, un cittadino teramano arriva e lascia una busta di rifiuti vicino a un albero.
Quarantacinque minuti dopo l’inizio delle operazioni di pulizia, il primo segno di degrado è già tornato.
Ore 6.45. Sotto gli archi nei pressi del liceo Scientifico alcune persone che hanno trascorso lì la notte si alzano, utilizzano la fontanella per lavarsi e lasciano la zona dove hanno dormito. Restano altri rifiuti e oggetti abbandonati.
E allora la domanda diventa inevitabile: quanto tempo passerà prima che qualcuno fotografi viale Bovio sporco e scriva che «Teramo Ambiente non pulisce»?
Perché esiste certamente un problema di efficienza dei servizi pubblici, che deve essere sempre verificato e controllato. Ma esiste anche una responsabilità individuale che non può essere cancellata.
Chi abbandona una busta dei rifiuti accanto a un albero pochi minuti dopo il passaggio degli operatori non è vittima di un disservizio: sta violando una regola elementare di convivenza civile.
E quella condotta dovrebbe essere sanzionata.
Allo stesso modo, nei confronti delle persone che vivono temporaneamente negli spazi pubblici, magari in attesa di documenti o di una sistemazione, non può esistere soltanto l’assistenza. Serve anche un lavoro quotidiano di informazione e accompagnamento al rispetto delle regole della città: dove conferire i rifiuti, quali spazi possono essere utilizzati, quali comportamenti non sono consentiti.
Accoglienza e rispetto delle norme non sono concetti incompatibili.
La vera questione di viale Bovio, quindi, non è decidere ogni mattina chi debba essere accusato per una cartaccia o per un sacchetto abbandonato. È capire chi controlla.
Dove sono le sanzioni per chi sporca subito dopo la pulizia? Dove sono i controlli nelle zone in cui il fenomeno si ripete? Chi interviene affinché chi vive o frequenta quegli spazi conosca e rispetti le normali regole di convivenza urbana?
Continuare soltanto a pulire significa rincorrere il problema.
Gli operatori possono tornare anche dieci volte al giorno. Ma se dopo venti minuti qualcuno ricomincia ad abbandonare rifiuti, non siamo più davanti a un problema di spazzamento.
Siamo davanti a un problema di controlli, educazione e rispetto della città.
E quello non può essere risolto con una scopa.