Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Una slavina di eccezionale intensità ha raso al suolo il Rifugio del Monte, struttura situata a 1650 metri di altitudine nel territorio comunale di Fano Adriano, lungo il tracciato del Sentiero Italia.
Il sindaco Luigi Servi, raggiunto telefonicamente, ha sottolineato come l’evento non abbia causato vittime né feriti: al momento della valanga, infatti, il rifugio era completamente vuoto. Un elemento che evita conseguenze sul piano umano, ma che non riduce la gravità dei danni subiti dalla struttura, completamente distrutta. "Una slavina ha distrutto il rifugio situato sulla nostra montagna. Se ci fossero stati degli ospiti, oggi parleremmo di un Rigopiano bis", dice il sindaco. "Il pensiero corre inevitabilmente a Rigopiano, una ferita ancora viva nella memoria dell’Abruzzo e dell’Italia intera. Proprio per questo la prudenza, la prevenzione e la scelta di luoghi sicuri devono guidare ogni decisione futura".
Dal punto di vista istituzionale, l’amministrazione comunale si è già attivata per coinvolgere gli enti competenti e avviare le procedure necessarie alla ricostruzione del rifugio, che potrebbe sorgere in un’area diversa da quella originaria.
L’accaduto riporta inoltre al centro del dibattito la necessità di una revisione aggiornata della mappatura del rischio valanghe nella zona, alla luce dei cambiamenti ambientali e climatici.