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Tutor di Bellante, una pioggia di multe. Il caso: «Ho percorso 20 chilometri, ma nella busta non c’era il verbale»

Otto sanzioni in meno di un mese e circa 950 euro da pagare. Le difficoltà di chi non usa app IO, QR code e SPID: «Non ci capisco niente, adesso cosa devo fare?»

Tutor di Bellante, una pioggia di multe. Il caso: «Ho percorso 20 chilometri, ma nella busta non c’era il verbale»
di Giancarlo Falconi
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BELLANTE. Otto multe ricevute in meno di un mese e una spesa complessiva di circa 950 euro. È la testimonianza di un motociclista sanzionato dal sistema Tutor installato lungo la strada provinciale di Bellante.

Il cittadino, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, riconosce la propria responsabilità: «Ho capito che in quel tratto erano presenti due dispositivi, collocati a circa un chilometro di distanza e utilizzati per calcolare la velocità media, soltanto quando sono arrivate le prime due notifiche. In moto si pensa soprattutto a guidare e a controllare la strada. Ho guardato poco i cartelli: mea culpa».

A suscitare la sua protesta non sono dunque le violazioni, tutte pagate entro i termini previsti, ma il sistema di notifica e i costi aggiuntivi.

Secondo quanto raccontato, la Provincia di Teramo invierebbe gli atti digitalmente attraverso l’app IO, in alcuni casi appena quattro giorni dopo l’infrazione. Se l’avviso non viene aperto entro il termine indicato, la comunicazione passa alla notifica cartacea tramite un operatore postale privato con sede a Mosciano Sant’Angelo.

«Delle otto multe ricevute, sei riportavano circa 14 euro ciascuna di spese di notifica – spiega il motociclista – perché non avevo aperto gli avvisi sull’app IO entro cinque giorni. A quel punto sono state automaticamente affidate alle poste private».

Il cittadino riferisce inoltre che, in caso di assenza al momento della consegna, non verrebbe effettuato automaticamente un secondo tentativo. Per richiederlo sarebbe necessario inviare una mail; diversamente, il destinatario dovrebbe raggiungere Mosciano Sant’Angelo per ritirare personalmente la raccomandata.

Proprio durante uno di questi ritiri che il motociclista racconta di aver incontrato un anziano in evidente difficoltà.

«Mi ha detto: “Adesso che devo fare? Qui non c’è scritto niente. C’è soltanto un QR code e dice che devo entrare con lo SPID. Io non ci capisco niente”. Gli ho consigliato di rivolgersi a un patronato».

L’uomo anziano avrebbe quindi percorso circa 20 chilometri per ritirare la raccomandata, scoprendo però che nella busta non era presente il verbale in formato cartaceo. Per visualizzare il contenuto dell’atto avrebbe dovuto utilizzare il codice QR e accedere con l’identità digitale.

Un sistema che rischia di penalizzare soprattutto le persone anziane e chi non possiede strumenti o competenze sufficienti per utilizzare app, QR code e SPID. Al costo economico della notifica si aggiungono così gli spostamenti e le difficoltà necessarie per conoscere il contenuto del verbale.

Un altro dato significativo emergerebbe dalla numerazione progressiva riportata sugli atti. Secondo il motociclista, tra il 10 luglio e il 3 agosto sarebbero state elevate oltre 1.800 sanzioni. Si tratta di un numero ricavato dal confronto dei progressivi e che necessita di una conferma ufficiale da parte della Provincia di Teramo.

La vicenda non mette in discussione l’obbligo di rispettare i limiti di velocità e le esigenze legate alla sicurezza stradale. Solleva però una domanda precisa: è possibile rendere la procedura di notifica più semplice, accessibile e meno costosa, soprattutto per gli anziani e per chi non riesce a utilizzare con facilità i servizi digitali?