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Incuria urbana

Tra siringhe e degrado a Giulianova: il volto nascosto della salita Montegrappa

L'area sembra una discarica a cielo aperto: un banco di prova ancora irrisolto per l’Amministrazione Costantini

Siringhe e degrado
Siringhe e degrado
di Giancarlo Falconi
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GIULIANOVA. Non è una periferia dimenticata né un angolo remoto della città. È a pochi passi dalla stazione dei Carabinieri. Eppure basta imboccare la salita di Montegrappa, a Giulianova, per avere la sensazione di entrare in una zona sospesa, sottratta al controllo e alla cura pubblica. Erano circa due anni che non tornavamo a documentare la situazione.

Da tempo, con cadenza biennale, percorriamo quella salita con la speranza di raccontare un cambiamento: un ambiente diverso, maggiore sicurezza, segnali concreti di rinascita. Nel frattempo, qualcosa in città si è mosso. La storica riqualificazione di piazza Dalla Chiesa, con il nuovo mercato coperto e l’eliminazione di una zona di spaccio e consumo, ha rappresentato un intervento significativo. Ma la salita Montegrappa resta una questione aperta, un banco di prova ancora irrisolto per l’Amministrazione Costantini.

L'area oggi

La fotografia attuale parla chiaro: poche luci, manutenzione assente, dispersioni d’acqua nella zona del lavatoio e nell’area delle fontanelle, insegne rovinate, scritte sui muri. Segni di incuria che si sommano e che trasformano lo spazio pubblico in un luogo abbandonato. Siamo saliti da cento metri dalla caserma dei Carabinieri. Qui la salita è abitata dagli invisibili: persone in preda agli effetti della tossicodipendenza, venditori di morte che operano nell’ombra.

Il contesto è quello di una discarica a cielo aperto: rifiuti speciali, materiale laterizio, sacchi di umido dall’odore nauseabondo, siringhe, bottiglie e lattine di alcol disseminate lungo il percorso.Tutto nascosto sotto una vegetazione incolta, non curata. Una cortina verde che sembra quasi voler coprire, come sotto un tappeto, una miseria umana che invece resta evidente a chiunque voglia guardare.

La bonifica e gli altri interventi da fare

Le richieste sono precise: bonificare l’intera area, ripristinare e potenziare l’illuminazione oggi vecchia e distrutta, restituire vivibilità attraverso la presenza costante. Coinvolgere associazioni sportive e culturali per animare il percorso con eventi, immaginare un mercatino, organizzare una corsa sugli scalini che possa trasformarsi in una sagra popolare. Riempire di vita ciò che oggi è vuoto.

Non si tratta solo di decoro urbano. È una questione di presidio, di dignità, di responsabilità istituzionale. Questi spazi devono tornare ad appartenere alla collettività. E finché resteranno nell’ombra, continueremo a tornarci, a documentare, a chiedere conto. Perché l’abbandono, quando è sotto gli occhi di tutti, non può diventare normalità.

Video https://youtu.be/AbTKz6yF5So?si=yL8ig8-Q74SL6FPt