Teramo
Trovato morto nel suo negozio, le cause: arresto cardiaco, ora gli esami tossicologici
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Ci sono domande che una comunità non dovrebbe essere costretta a porsi nel silenzio. Eppure, a Bellante, è proprio il silenzio a fare più rumore. Dopo la scomparsa di un uomo conosciuto e stimato da tutti, tra le strade del paese si è insinuata una paura sottile ma persistente: aveva o no la meningite?
Non è un interrogativo morboso, né il frutto di sterile curiosità. È una richiesta di chiarezza. Quando mi fu diagnosticata la meningite, ogni persona che mi era stata accanto fu immediatamente sottoposta alla profilassi con uno specifico antibiotico. Una procedura chiara, tempestiva, necessaria. Perché allora oggi regna l’incertezza? Perché nessuna comunicazione ufficiale, nessuna indicazione precisa sulle eventuali misure da adottare?
In situazioni come questa, l’azienda sanitaria non dovrebbe informare la cittadinanza, anche attraverso il Primo cittadino? Non dovrebbe confermare o smentire, fornendo indicazioni puntuali per evitare che il timore si trasformi in psicosi collettiva?
La salute pubblica non può essere affidata alle voci di corridoio. Quando in gioco c’è la sicurezza di un’intera comunità, la trasparenza non è un’opzione: è un dovere. E a Bellante, oggi più che mai, quel dovere sembra attendere ancora una risposta.
La risposta di Asl
E proprio pochi minuti fa ecco la nota di Asl. "Caso di meningite fulminante su un paziente di Bellante deceduto il 24 febbraio poco dopo l’arrivo in pronto soccorso all’ospedale di Sant’Omero. La Asl ha tempestivamente avviato le misure di profilassi nei confronti di coloro che sono stati a stretto contatto con l’uomo. L’assunzione di antibiotico è prevista, infatti, solo per coloro che hanno avuto contatti prolungati e ravvicinati con il paziente prima del suo decesso.
La meningite si trasmette solo attraverso contatti stretti e prolungati con una persona sintomatica, tramite secrezioni respiratorie come saliva, starnuti o colpi di tosse. Dopo il decesso non vi è rischio di trasmissione, anche in ambito di camera mortuaria o durante l’ultimo saluto, fermo restando il rispetto delle normali precauzioni previste per il personale addetto. Non sussistono dunque motivi di allarme per la popolazione".