Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Immaginate di vivere in un appartamento con giardino a Colleparco, uno dei quartieri più panoramici e tranquilli di Teramo. Tutto recintato, tutto in ordine, tutto sotto controllo. O quasi. Perché a nord, al posto della classica rete metallica, c’è una parete di terra e roccia che da sempre funge da barriera naturale. Una sorta di muro ecologico, invalicabile. O almeno così si pensava.
La barriera naturale che non fa più barriera
Perché ora, invece, quella parete sembra essere diventata il nuovo casello d’ingresso per una colonia di cinghiali che ha deciso di adottare il giardino come seconda casa. Non solo: a giudicare dalla sicurezza con cui si muovono tra aiuole e piante ornamentali, potrebbero anche avanzare pretese contrattuali. Magari una causa per lavoro nero, visto che di fatto stanno svolgendo mansioni da giardinieri senza alcun tipo di inquadramento.
Il problema dei cinghiali in città
La scena, surreale ma ormai sempre più frequente in città e periferie, riaccende il tema della presenza dei cinghiali nelle zone abitate e della necessità di interventi strutturali per evitare che la fauna selvatica trasformi i giardini privati in aree picnic.
I nuovi “inquilini” di Colleparco
Nel frattempo, a Colleparco, i nuovi “inquilini” sembrano aver preso confidenza. E chissà che non presentino presto anche una richiesta di residenza.