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Scuole chiuse per il ponte del 1° novembre: la situazione in ogni regione
di Tommaso Silvi

ROSETO DEGLI ABRUZZI. Scritte offensive contro il sindaco Mario Nugnes sono comparse nella notte (tra l'11 e il 12 ottobre) su muri e cartelli in alcune zone della città. Tra le espressioni usate dagli autori, al momento ignoti, c’è anche la parola «mafia», rivolta direttamente al primo cittadino. Un episodio che alza ulteriormente la tensione attorno al clima del confronto politico e pubblico a Roseto.
Appreso quanto accaduto, Nugnes ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e ha presentato una denuncia contro ignoti. Ora spetta alle forze dell’ordine svolgere gli accertamenti per ricostruire i fatti e risalire all’identità dei responsabili, e le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle aree interessate potrebbero rivelarsi utili alle indagini. L’episodio arriva in un momento delicato per il dibattito politico rosetano. Solo pochi giorni fa lo stesso sindaco era intervenuto sui social network, denunciando il clima creatosi attorno al confronto politico cittadino e annunciando di aver dato mandato ai propri legali di acquisire alcuni contenuti ritenuti lesivi della sua reputazione.
Le scritte della notte sono un nuovo elemento in una vicenda che si inserisce in un contesto di crescente tensione: saranno gli accertamenti a chiarire la natura dell’episodio, le eventuali responsabilità e se esistano collegamenti con le recenti polemiche. Resta fermo un principio: il confronto politico, anche quando è duro e aspro, deve rimanere nell’ambito della critica e delle idee. Le contestazioni all’operato di un amministratore sono legittime e fanno parte della dialettica democratica; gli attacchi personali e gli atti di imbrattamento sono invece fatti distinti, sui quali spetta alle autorità competenti fare piena luce.