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Colleatterrato Basso, l’acqua si perde ma si rifanno le strisce stradali: la manutenzione al contrario - Video
di Giancarlo Falconi

TERAMO. A Teramo, durante una delle prime proiezioni del nuovo film di Checco Zalone, la realtà ha finito per imitare la satira. Parcheggi introvabili? Poco importa: se non c’è spazio, lo si inventa. Nell’area del lungofiume, la corsa a “Buen Camino” ha avuto la precedenza su regole e buon senso, pur di rientrare nel popolo dei dieci milioni di spettatori. Un cammino tutt’altro che “buono”, soprattutto per chi non era disposto a fare neppure pochi metri a piedi per arrivare in sala.
Cosa dice il Codice della strada
Un breve richiamo alle regole del Codice della Strada è utile per chiarire un aspetto che spesso genera equivoci: è consentito parcheggiare lungo un’area del lungofiume adibita a pista ciclopedonale? La risposta è netta: no, si tratta di un comportamento vietato. Il divieto di sosta sulle piste ciclopedonali, anche quando inserite in contesti naturalistici o ricreativi come le aree fluviali, è previsto dal Codice della Strada italiano ed è finalizzato a tutelare la sicurezza e la continuità del transito di pedoni e ciclisti.
Nel dettaglio, l’articolo 158 del Codice della Strada stabilisce che “la sosta e la fermata sono vietate in ogni caso sulle piste ciclabili e agli sbocchi di esse”. Le piste ciclopedonali sono quindi equiparate alle piste ciclabili e ai marciapiedi urbani per quanto riguarda i divieti di sosta, indipendentemente dal contesto in cui si trovano. La violazione comporta sanzioni amministrative. Per ciclomotori e motoveicoli a due ruote la multa va da 41 a 168 euro, mentre per tutti gli altri veicoli — autovetture, camper e autocarri — l’importo varia da 87 a 344 euro.
Il caso-Teramo
Quanto accaduto a Teramo, nella seconda serata di programmazione del nuovo film di Luca Medici, in arte Checco Zalone, sembra ricalcare uno stereotipo tutto italiano, non distante da alcuni personaggi interpretati dallo stesso Zalone. Mancanza di parcheggio? Ci si arrangia. Non si trova posto? Lo si crea. È quanto si è visto nell’area del lungofiume di Teramo, dove la priorità sembrava essere quella di rientrare tra i dieci milioni di italiani che hanno visto "Buen Camino" nelle prime due serate di programmazione. Un “buon cammino”, sì, ma non per il protagonista della vicenda, che non aveva alcuna intenzione di fare nemmeno pochi passi per raggiungere il cinema.