Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Ancora una volta i diritti delle persone più fragili finiscono calpestati — letteralmente — tra l’indifferenza generale. Succede al centro commerciale Gran Sasso di Teramo, dove gli stalli riservati ai disabili continuano a essere occupati abusivamente, soprattutto nei giorni festivi.
La denuncia di una madre
A sollevare il caso è una madre, esasperata dalle difficoltà quotidiane della figlia con seri problemi di deambulazione, costretta troppo spesso a rinunciare a un diritto fondamentale: poter parcheggiare negli spazi a lei destinati.
La segnalazione non è isolata. Altri cittadini muniti di regolare contrassegno denunciano la stessa situazione, descrivendo una realtà ormai abituale. Nonostante i continui richiami della direzione del centro commerciale alla correttezza e al rispetto delle regole, il fenomeno non si ferma. Sempre più forte la richiesta di controlli costanti da parte della polizia locale, affinché il rispetto delle norme diventi finalmente un comportamento normale e non un’eccezione.
Cosa dice la legge
Il problema non è solo di civiltà, ma anche di legge. In Italia chi occupa abusivamente i parcheggi riservati ai disabili rischia sanzioni pesanti: multe salate, decurtazione di punti dalla patente e rimozione del veicolo. Nei casi più gravi, quando lo stallo è assegnato a una persona specifica, si può arrivare persino al reato di violenza privata, poiché si impedisce concretamente la mobilità di chi ne ha diritto.
Il vero nodo, però, resta culturale. Dietro ogni parcheggio occupato senza diritto non c’è solo una violazione, ma un gesto che pesa sulla vita quotidiana di chi già affronta ostacoli enormi. Ignorare questo significa accettare una società meno giusta, meno civile, meno umana. E la domanda resta aperta: quanto ancora dovrà durare questa mancanza di rispetto prima che diventi davvero inaccettabile per tutti.