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Il caso

Teramo, minacce di morte e bullismo alla fermata del bus in via Cona: la denuncia di una madre

Un ragazzino di quasi 12 anni sarebbe stato preso di mira più volte da un gruppo di adolescenti all’uscita da scuola. La famiglia chiede maggiori controlli nella zona, soprattutto all'uscita da scuola

Teramo, minacce di morte e bullismo alla fermata del bus in via Cona: la denuncia di una madre
di Nikasia Sistilli
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TERAMO. «Sei un coglione, sei un pezzo di merda, ti spacco il telefono e te lo ficco nel tombino, ti ammazzo, dimmi che lavoro fa tuo padre e il suo nome e cognome altrimenti ti massacro, ti spacco le ossa». Sono le pesantissime parole che, secondo il racconto di una madre alla nostra redazione, sarebbero state rivolte al figlio di quasi 12 anni mentre aspettava l’autobus alla fermata di via Cona, a Teramo, per tornare a casa dopo la scuola.

A pronunciarle sarebbe stato uno dei componenti di un gruppo di tre adolescenti, tra i quali un ragazzo che frequenterebbe il primo anno delle superiori. Le intimidazioni sarebbero avvenute in un momento particolarmente frequentato dagli studenti, all’uscita dalle lezioni.

«Mio figlio è riuscito a prendere il bus e ad andare via, ma ovviamente adesso è terrorizzato», racconta la madre.

Tre episodi in poco tempo: «Adesso lo accompagnerò io»

Non si tratterebbe di un caso isolato. La donna riferisce infatti che il figlio sarebbe stato preso di mira già tre volte nell’arco di un breve periodo e che comportamenti analoghi avrebbero coinvolto anche altri ragazzi più piccoli.

«Prende il bus da poco perché sto cercando di responsabilizzarlo al mondo circostante un po alla volta, abitiamo vicino alla scuola , quindi non immaginavo potessero nascere certi problemi. Sono già tre volte che accade in pochissimo tempo. Adesso in attesa di risolvere la questione, lo seguirò io con la macchina».

La madre si è già rivolta agli istituti scolastici interessati per cercare di identificare i ragazzi coinvolti e ricostruire quanto accaduto.

L’appello per maggiori controlli all’uscita da scuola

La preoccupazione riguarda soprattutto il rischio che le minacce possano ripetersi o trasformarsi in aggressioni fisiche.

Da qui la richiesta di intensificare la vigilanza nella zona di via Cona, in particolare intorno alle 14:10, quando numerosi studenti raggiungono le fermate degli autobus dopo le lezioni.

Gli episodi, al momento riferiti dalla famiglia, richiedono una ricostruzione puntuale, ma il racconto evidenzia il clima di paura vissuto dal ragazzino, che avrebbe ormai timore di affrontare autonomamente il tragitto quotidiano.

«Il tragitto tra scuola e casa dovrebbe rappresentare un momento ordinario della giornata di un ragazzo, non trasformarsi in un appuntamento con la paura».