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Calcio: Serie D

Teramo da urlo, derby dominato e sorpasso in vetta: il Lanciano crolla, L’Aquila si fa riprendere

La squadra di Pomante detta legge al Bonolis grazie a una prestazione di grande equilibrio e concretezza. Decisivi Caucci e Borgarello, mentre i rossoneri pagano una serata povera di idee e personalità lontano da casa

La festa del Teramo (Foto Fb: Teramo calcio 1913)
La festa del Teramo (Foto Fb: Teramo calcio 1913)
di Dino Venturoni
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TERAMO. Il doppio derby abruzzese di giornata ribalta le posizioni di vetta nel girone F della serie D: L'Aquila, fermata sul pari dal Notaresco incubo delle grandi, cede il primato solitario a un Teramo che batte il Lanciano in scioltezza, allungando a cinque la striscia di vittorie cominciata dopo il ko rimediato al Gran Sasso-Acconcia a fine settembre.

La partita

Il confronto del Bonolis è apparso impari e il punteggio poteva anche essere più largo. Il campo ha sancito verdetti chiari: una dimostrazione di maturità per i biancorossi, che hanno dominato per larghi tratti e concesso un solo tiro degno di nota agli avversari, e una bocciatura senza appello per i rossoneri, che in trasferta continuano a stentare e che, soprattutto, non sembrano ancora avere un'identità precisa, né tattica né caratteriale (la resa anticipata dopo il gol del 2-0 è stata emblematica ed è un segnale preoccupante). Le assenze di Cristiano Verna e Ferrante non possono essere un alibi per i frentani, anche considerato che dall'altra parte, oltre al solito Diakitè, è mancato un big come Carpani, rimasto in panchina perché uscito acciaccato dalla partita di Coppa. L'assenza di Carpani, a dire il vero, ha avuto un risvolto positivo per il Teramo: ha permesso a Pomante di riproporre quella mediana Marconato-Borgarello con cui il Diavolo aveva cominciato la stagione, e si è visto molto bene che questa coppia può rivelarsi la migliore possibile. I due centrocampisti hanno dominato la zona nevralgica, permettendo al Teramo sia di sviluppare gioco palla a terra meglio del solito, sia di recuperare una marea di palloni, in questo modo frustrando sul nascere le velleità offensive dei frentani. Se si aggiungono la grande vena di Pavone, la prestazione impeccabile dei difensori e quella positiva degli esterni, soprattutto Pietrantonio, si capisce perché il derby sia stato a senso unico pro Teramo nonostante la giornata tutt'altro che brillante di Njambe (stavolta schierato centravanti al posto di Pierfederici, e apparso molle) e Tourè (meno incisivo e presente del solito). Sull'altra sponda è impossibile individuare qualcuno in grado di elevarsi dalla mediocrità generale, e anche questo rivela la difficoltà dimostrata dall'intero collettivo di Pierantoni. Il Lanciano nel primo tempo è uscito raramente dal guscio, lasciando il pallino in mano a un Teramo che dal canto suo fraseggiava con pazienza, arrivava con facilità sulla trequarti avversaria e metteva in area cross a raffica, in particolare provenienti dal mancino educato di capitan Pietrantonio. Pirini ha dovuto distendersi a deviare un sinistro di Pavone al 4', poi ha domato in due tempi una girata centrale di Tourè al 14' e ha visto volare alta una girata di Njambe da ottima posizione al 28'. La partita l'ha sbloccata l'uomo che non ti aspetti, il 2007 Andrea Caucci, che Pomante ha preferito a Pelosi come braccetto di destra: il difensore al 39' ha agganciato in area un suggerimento al bacio di capitan Pietrantonio e con il sinistro ha girato il pallone nell'angolo vicino. Proteste dei frentani per un presunto fallo dello stesso Caucci, ammonizione a Di Filippo. Il tempo si è chiuso con un tocco di esterno sinistro sublime di Pavone su cross basso di Salustri: palla di poco fuori al 44', sarebbe stato il gol dell'anno. Nella ripresa i frentani sono partiti meglio e al 2' Cingolani ha dovuto opporre i pugni a una botta dal limite di Luca Verna. E' stato, però, il classico fuoco di paglia: il Teramo è tornato fuori dopo qualche minuto in trincea e al 12' ha ottenuto un rigore apparso evidente per una trattenuta di Visani su Pavone, servito da Tourè. Borgarello dal dischetto ha giustiziato Pirani e messo in ghiaccio il risultato. Il Lanciano è sparito, inutili i cinque cambi decisi da Pierantoni (uno a dire il vero forzato causa infortunio di Braccia), e il Teramo ha gestito la gara a piacimento senza neanche dover chiudersi in difesa. Un numero alla Lamine Yamal di Pavone al 25' ha procurato una palla-gol all'onnipresente Marconato, che da due passi ha deviato di petto con palla tra le braccia del portiere, e al 41' il 3-0 di Pavone, fiondatosi sull'ennesimo cross di Pietrantonio, è stato annullato per fuorigioco dal guardalinee, mentre l'arbitro ignorava un evidente fallo da rigore sul subentrato Pierfederici.  In conclusione: pur con la tara di un avversario inconsistente come il Lanciano odierno, è stata la miglior gara interna del Diavolo dall'inizio della stagione. La banda di Pomante magari avrà creato meno occasioni di altre volte, ma sembra aver trovato la solidità difensiva che le era mancata nelle prime sei giornate, e che è qualità imprescindibile per chi vuol vincere un campionato. Nelle ultime quattro ci sono stati tre "clean sheet" e solo due reti subite a Fossombrone, il primato ritrovato dai biancorossi si spiega anche con questi numeri. Citando Montale: "è il segno di un'altra orbita, tu seguilo". 

Il migliore per Abruzzo Daily

Pietrantonio 8 - Altri nel Teramo hanno giocato una signora partita, in particolare Pavone e il duo di centrocampo, ma una spanna su tutti è stato il capitano: autore dell'assist del primo gol e di infiniti attacchi sulla fascia mancina quasi tutti conclusi con cross al bacio. Pietrantonio non è semplicemente un laterale, è una inesauribile fonte di gioco. Nel Lanciano è impossibile individuare un migliore, come meno peggio potrebbe essere designato il portiere classe 2008 Pirini che ha sventato un paio di occasioni biancorosse.

Il tabellino

TERAMO (3-4-2-1): Cingolani 6; Caucci 7 (33’ st Menna sv), De Santis 6.5, Bruni 6.5; Salustri 6.5 (43’ st Pelosi) sv,  Borgarello Vitali 7, Marconato 7.5, Pietrantonio 8; Pavone 7.5, Tourè 5.5 (33’ st De Negri sv);  Njambe 5.5 (24’ st Pierfederici 6). A disposizione: Çuli, Cipolletti, Carpani,  Antoniazzi, Di Marino. Allenatore: Pomante.

LANCIANO (4-2-3-1): Pirini 6; Braccia 5.5 (31’ st De Giosa sv), Di Filippo 5.5, Barone 5.5,  Visani 5 (14’ st Antenucci); Verna L. 5.5, Palmucci 5.5 (37’ st Guaglianone sv); Barlafante 5 (17’ st Pinzi 5.5), Turella 5.5 (14’ st Kyeremateng 5.5), D’Eramo 5; Santirocco 5.5. A disposizione: Butano, Salerno, Becchetti, Santonastaso. Allenatore: Pierantoni.

ARBITRO: Femia di Locri (RC).

RETI: 39’ pt Caucci, 13’ st Borgarello Vitali (rig.). Note: ammoniti Tourè (T), De Giosa (L), Di Filippo (L). Spettatori: 2.960 (di cui 1.236 abbonati e 287 ospiti). Recupero: 1' pt, 4' st.