Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Prima intorno alle 20, poi nuovamente verso mezzanotte e mezza. Il cielo di Teramo è stato illuminato e soprattutto scosso dall’esplosione di fuochi d’artificio. Uno spettacolo per qualcuno. Un rumore improvviso e decisamente meno gradito per chi vive nelle abitazioni vicine, per chi dormiva, per anziani, bambini e per gli animali domestici.
La domanda, però, non riguarda il gusto personale. Riguarda le regole. L’articolo 57 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza stabilisce che senza licenza dell’autorità locale di pubblica sicurezza non possono essere lanciati razzi, accesi fuochi d’artificio o effettuate esplosioni pericolose in un luogo abitato, nelle sue adiacenze, lungo una via pubblica o in direzione di essa.
Una disciplina richiamata anche dall’articolo 703 del Codice penale, che riguarda proprio le accensioni e le esplosioni pericolose effettuate senza la necessaria licenza nei luoghi abitati o nelle loro adiacenze. Nessuno, dunque, può affermare senza verifiche che i fuochi esplosi a Teramo fossero abusivi. Proprio per questo sarebbe utile conoscere un dato molto semplice: erano regolarmente autorizzati?
Chi ha effettuato i controlli? Quali prescrizioni erano state imposte? Da quale punto sono stati esplosi e a quale distanza dalle abitazioni, dalle strade e dagli eventuali parchi pubblici? L’orario delle 00:30, da solo, non rende automaticamente illegale uno spettacolo pirotecnico. Restano però da verificare eventuali limiti contenuti nell’autorizzazione, le disposizioni locali sul rumore e soprattutto tutte le condizioni poste a tutela della pubblica incolumità.
C’è poi un altro aspetto che troppo spesso viene considerato soltanto a Capodanno: quello degli animali. Lo stesso Comune di Teramo, nell’ordinanza emanata per le festività tra il 31 dicembre 2025 e il 6 gennaio 2026, aveva motivato il divieto dei botti anche con la necessità di proteggere animali, persone fragili, anziani e malati, escludendo dal divieto gli spettacoli professionali autorizzati.
Il principio di attenzione, evidentemente, non dovrebbe valere soltanto una settimana all’anno. Teramo merita quindi una risposta semplice: chi ha autorizzato i fuochi esplosi fino a mezzanotte e mezza e chi ha verificato che tutte le condizioni previste fossero rispettate? Perché una festa può certamente illuminare il cielo. Le regole, però, non dovrebbero mai spegnersi dopo mezzanotte.