Economia
Export Abruzzo in crescita: a Teramo focus su internazionalizzazione e PMI
di Redazione Teramo

TERAMO. Un progetto di catalogazione senza precedenti è in corso alla Villa Comunale di Teramo, dove l’abbandono illegale di tartarughe d’acqua dolce sta trasformando il laghetto urbano in un caso di studio scientifico. L’attività, vietata dalla normativa vigente, ha già portato all’analisi di quasi cento esemplari, offrendo un quadro preoccupante delle condizioni sanitarie e dell’equilibrio ecologico dell’area.
A guidare il lavoro è Alessandro Paterna, erpetologo di rilievo nazionale, affiancato da un gruppo di tirocinanti impegnati nella raccolta dati e nel monitoraggio degli animali. Le tartarughe censite presentano in molti casi patologie batteriche, oltre a evidenti problemi al carapace, segnali di un ambiente sovraffollato e di una gestione non controllata della fauna.
Il laghetto della Villa Comunale ospita una convivenza complessa tra specie diverse: cigni, pesci, oche, anatre e aironi condividono lo stesso habitat con le tartarughe abbandonate. Una coesistenza che solleva interrogativi sia sul benessere animale sia sulla sostenibilità dell’ecosistema urbano.
Tra i protagonisti del progetto anche Simone, studente prossimo alla laurea in Benessere animale, impegnato nella stesura di una tesi scientifica basata proprio sui dati raccolti nel parco. Il suo lavoro rappresenta un esempio concreto di come la ricerca accademica possa intrecciarsi con il territorio.
La Villa Comunale si conferma così non solo spazio verde cittadino, ma anche laboratorio a cielo aperto, dove si incontrano divulgazione scientifica e riflessione umanistica. Un modello di “università diffusa” capace di offrire contributi anche nel campo della consulenza urbanistica, a partire dall’osservazione diretta delle criticità ambientali.