Il caso
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di Tito Di Persio

TERAMO. Il tempo di bere un caffè a casa di una collega, scendere nuovamente in strada e scoprire che la bicicletta elettrica non c’era più.
È l’ennesimo furto di una e-bike denunciato nel capoluogo teramano. A raccontare pubblicamente quanto accaduto è un professore, amareggiato non soltanto per il valore economico del mezzo, ma soprattutto per il sacrificio affrontato per riuscire ad acquistarlo.
«Avevo atteso tanto per mettere da parte i soldi necessari. Per me rappresentava un acquisto importante e uno strumento di libertà», ha raccontato.
La bicicletta elettrica aveva appena due settimane di vita. In pochi giorni era già diventata il suo principale mezzo di trasporto, utilizzato per andare al lavoro e anche per raggiungere i Prati di Tivo.
«Era il mio primo vero mezzo di trasporto. Non mi aveva dato alcun problema. L’avevo legata con una catena, ma sono riusciti ad aprirla in un batter d’occhio. Il tempo di un caffè lungo a casa di una collega, poi sono sceso dalle scale ed era tutto svanito».
Secondo alcune testimonianze raccolte nella zona, poco dopo il furto sarebbe stato visto allontanarsi un furgone bianco, descritto come vecchio e malmesso, con due persone a bordo. Si tratta, tuttavia, di elementi che dovranno essere verificati dalle forze dell’ordine.
Il professore ha lanciato un appello affinché chiunque abbia notato movimenti sospetti, disponga di immagini registrate da telecamere private o abbia informazioni utili si rivolga alle autorità.
Secondo dati ufficiosi riferiti da alcuni cittadini, quella rubata potrebbe essere addirittura la quindicesima e-bike sottratta recentemente a Teramo. Un numero che non può essere confermato, anche perché diversi proprietari, secondo quanto riferito, non avrebbero presentato denuncia.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più preoccupanti: senza una denuncia formale, molti episodi rischiano di non entrare nelle statistiche ufficiali, rendendo ancora più difficile comprendere le reali dimensioni del fenomeno.
Resta la rabbia di chi, dopo aver risparmiato a lungo per acquistare un mezzo ecologico e indispensabile per la propria quotidianità, si ritrova improvvisamente senza nulla.
La domanda rivolta alle istituzioni è diretta: quanto bisognerà ancora aspettare prima di una risposta concreta, fatta di maggiori controlli, prevenzione, videosorveglianza e di quella necessaria scossa di legalità che tanti cittadini continuano a chiedere?