Il caso
Roseto, la difesa passa al contrattacco: nominato uno psichiatra per il 21enne
di Tito Di Persio

ROSETO DEGLI ABRUZZI. Si arricchisce di nuovi elementi l’inchiesta sul presunto sequestro di persona avvenuto a Roseto degli Abruzzi. Questa mattina, 25 agosto, nel carcere di Castrogno, il Gip del Tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, ha convalidato l’arresto del 22enne coinvolto nella vicenda. Il magistrato si è però riservato ulteriori 48 ore per decidere sulla misura cautelare.
l giovane è assistito dagli avvocati Bruno Gallo, del Foro di Pescara, ed Erika Sulpizi, del Foro di Teramo. Durante l’interrogatorio il 22enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, una scelta che la difesa ha motivato anche con la necessità di poter acquisire e analizzare integralmente il materiale probatorio raccolto nell’inchiesta. Il giovane, attraverso i propri legali, respinge le accuse e si dichiara estraneo alle ipotesi di reato contestate.


I difensori hanno inoltre presentato le proprie richieste al giudice in relazione alla misura cautelare. Ora sarà il Gip, entro i termini previsti, a stabilire quale provvedimento adottare nei confronti del 22enne.
Ma la difesa ha deciso di muoversi anche sul fronte delle indagini difensive, puntando in particolare sulla ricostruzione degli spostamenti delle persone coinvolte nella notte tra il 21 e il 22 agosto.
Gli avvocati hanno infatti depositato un’istanza ex articolo 367 del codice di procedura penale al pubblico ministero, chiedendo l’acquisizione dei filmati delle telecamere pubbliche e private presenti nelle zone interessate dai fatti.
L’obiettivo della difesa è verificare attraverso le immagini gli spostamenti effettuati quella notte e, in particolare, ricostruire la posizione della presunta persona offesa nei diversi momenti della vicenda.
Non solo telecamere. I legali hanno inoltre chiesto di procedere con un incidente probatorio per l’acquisizione dei dati Gps e delle celle telefoniche, elementi che, secondo la prospettazione difensiva, potrebbero contribuire a dimostrare che la presunta persona offesa sarebbe stata libera di allontanarsi dall’immobile.
La difesa sostiene infatti che gli accertamenti tecnologici potrebbero documentare gli spostamenti del giovane insieme agli stessi indagati e la sua presenza, durante la serata, anche all’interno di pubblici esercizi.
Si tratta di un passaggio che potrebbe assumere particolare rilievo nella ricostruzione della vicenda, perché la difesa intende verificare attraverso dati oggettivi la compatibilità degli spostamenti con la versione fornita dal proprio assistito.
L’inchiesta era partita dalla denuncia dei familiari di un giovane che aveva riferito ai Carabinieri di essere stato trattenuto contro la propria volontà in un’abitazione di Roseto e che per la sua liberazione sarebbe stata richiesta la somma di 30mila euro.
L’intervento dei militari aveva portato all’arresto di due giovani. Durante la perquisizione dell’appartamento erano stati sequestrati 1,760 chili di hashish, 4 chili di marijuana e 84 grammi di cocaina, oltre a una pistola a salve priva del tappo rosso, denaro e materiale destinato al confezionamento delle sostanze stupefacenti.
Le contestazioni riguardano, a vario titolo, sequestro di persona a scopo di estorsione, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Sul piano giudiziario, dunque, l’arresto del 22enne è stato convalidato, ma resta ancora da conoscere la decisione del Gip sulla misura cautelare. Parallelamente, la difesa ha avviato una serie di iniziative per cercare riscontri oggettivi alla propria ricostruzione, attraverso immagini di videosorveglianza, dati Gps e celle telefoniche.
Tutti elementi che ora dovranno essere valutati dall’autorità giudiziaria e che potrebbero contribuire a chiarire la reale dinamica dei fatti avvenuti nella notte tra il 21 e il 22 agosto.
Il 22enne resta presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.