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La maxi operazione

Spaccio di cocaina sul litorale teramano: cinque arresti e c'è un ricercato - Il sistema: le "consegne" via social

Sequestrati oltre due chilogrammi di sostanza ad alto grado di purezza. Le indagini portano a un tentato omicidio di un carabiniere

Due dei coinvolti
Due dei coinvolti
di Redazione Teramo
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TERAMO. Colpo alla lotta al traffico di droga sulla costa teramana. Nelle prime ore di questa mattina, giovedì 11 dicembre, i carabinieri di Alba Adriatica, supportati dal Nucleo cinofili di Chieti, dal 5° Nucleo elicotteri di Pescara e da una Squadra di intervento operativo del 12° Reggimento carabinieri Sicilia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, tutte cittadini albanesi, ritenute responsabili di detenzione e spaccio di cocaina in concorso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Teramo su richiesta della Procura locale.

Lo spaccio

Le indagini hanno documentato un’attività di spaccio lungo il litorale teramano e ascolano e in diversi comuni della Val Vibrata. Secondo gli investigatori, gli indagati gestivano il territorio come una “grande piazza di spaccio”, con consegne organizzate porta a porta tramite i social network per ridurre il rischio di intercettazioni.

La cocaina, nascosta in aree rurali o terreni non collegati direttamente agli indagati, veniva poi suddivisa in piccole dosi al momento della vendita, simulando così l’uso personale in caso di controlli. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre 2 chilogrammi di cocaina ad alto grado di purezza, con un valore economico considerevole. Sei assuntori sono stati segnalati alla Prefettura e un minorenne arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Cinque degli arrestati sono stati associati al carcere di Teramo, mentre un sesto è tuttora ricercato.

L'operazione dei carabinieri

Il tentato omicidio

Da quanto emerge, l’operazione fa parte di uno dei filoni investigativi avviati a seguito del tentato omicidio di un sottufficiale dei carabinieri in servizio ad Alba Adriatica, avvenuto il 19 novembre 2024. Il militare era stato aggredito da tre persone durante un tentativo di furto nella sua abitazione: nonostante le gravi ferite riportate, era riuscito a mettere in fuga gli aggressori.

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