Sanità
Prenotazione nel 2029, poi la telefonata della Asl: esame anticipato al 2026
di Giancarlo Falconi

TERAMO. La SP48 torna a far parlare di sé. Dopo le segnalazioni arrivate da Magliano, questa volta l’allarme parte da Macchia Santa Cecilia, dove i residenti descrivono una situazione sempre più difficile e destinata a peggiorare ogni volta che il maltempo colpisce il territorio.
Il racconto dei cittadini non lascia molto spazio alle interpretazioni. «La situazione sulla SP48 sta peggiorando drasticamente. Gli interventi degli enti competenti, che secondo quanto dichiarato dal sindaco avrebbero dovuto iniziare tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, non sono ancora cominciati».
Il problema non sarebbe più soltanto quello di una strada dissestata. Le forti precipitazioni, secondo quanto segnalato, renderebbero complicati anche gli spostamenti più elementari. «Con il maltempo non possiamo nemmeno uscire per andare a fare la spesa. Siamo costretti a rimanere chiusi in casa. La situazione sta degenerando».
Una denuncia che sposta il problema dal semplice degrado della carreggiata alla vita quotidiana di chi abita nella zona. Raggiungere il posto di lavoro, andare dal medico, accompagnare un familiare o acquistare beni di prima necessità non possono dipendere dalle condizioni meteorologiche e dalla tenuta di una strada provinciale.
I residenti chiedono ora di conoscere con chiarezza i tempi degli interventi. Le date indicate in precedenza sono ormai trascorse, mentre sul posto, denunciano, il cantiere non sarebbe ancora partito.
Le piogge degli ultimi giorni hanno soltanto reso più evidente una fragilità che viene segnalata da tempo. Ogni nuova perturbazione rischia di trasformare il disagio in isolamento e di aggravare ulteriormente le condizioni della viabilità.
Resta quindi una domanda semplice, alla quale i cittadini attendono una risposta concreta: quando inizieranno davvero i lavori sulla SP48? A Macchia Santa Cecilia non chiedono altri annunci. Chiedono che quelli già fatti si traducano finalmente in mezzi, operai e interventi. Soprattutto, chiedono una cosa molto più elementare: poter uscire di casa senza temere che una pioggia trasformi la strada in una barriera.