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Silvi, bufera in Comune: Rossi (FdI) condanna la presunta aggressione alla vicesindaca

Secondo quanto riferito dalla consigliera un assessore avrebbe aggredito fisicamente la vicesindaca, mettendole le mani al collo e rendendo necessario il ricorso a cure sanitarie

Silvi, bufera in Comune: Rossi (FdI) condanna la presunta aggressione alla vicesindaca
di Giancarlo Falconi
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SILVI. Un episodio destinato ad avere pesanti conseguenze politiche e istituzionali scuote il Comune di Silvi. Sulla vicenda che avrebbe coinvolto la vicesindaca Luciana Di Marco interviene Marilena Rossi, consigliera regionale e coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia, che esprime una netta condanna per quanto sarebbe accaduto all’interno della Giunta comunale.

Secondo quanto riferito dalla consigliera, sulla base delle ricostruzioni riportate dagli organi di stampa, un assessore avrebbe aggredito fisicamente la vicesindaca, mettendole le mani al collo e rendendo necessario il ricorso a cure sanitarie.

«Ho appreso la notizia del grave episodio verificatosi in seno alla Giunta comunale di Silvi e intendo esprimere, a nome personale e dell’intero gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, la più ferma e decisa condanna per quanto accaduto», dichiara Rossi.

La consigliera definisce quanto riferito «di inaudita gravità, inaccettabile sotto ogni profilo: umano, civile e istituzionale», sottolineando come un comportamento violento non possa trovare giustificazione, soprattutto all’interno di un’istituzione pubblica.

Rossi richiama anche il ruolo e la responsabilità di chi ricopre incarichi amministrativi: «Le mani addosso a una donna, a una rappresentante eletta dai cittadini, dentro le mura di un municipio, sono un’offesa alla dignità delle istituzioni e a tutte le donne che svolgono con impegno e responsabilità ruoli pubblici».

Da qui la richiesta di chiarire quanto sarebbe accaduto e di accertare eventuali responsabilità, garantendo nel frattempo sostegno alla vicesindaca Di Marco e all’amministrazione comunale.

«Chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di dare l’esempio, nel rispetto delle persone, delle regole e della democrazia», aggiunge Rossi, rivolgendo infine un appello alle forze politiche e istituzionali abruzzesi affinché prendano posizione contro ogni forma di violenza e sopraffazione.

Il caso apre ora una fase delicata anche sul piano politico. Al di là delle ricostruzioni e degli accertamenti che dovranno definire con precisione quanto accaduto, resta il peso di una vicenda che entra direttamente nel cuore dell’amministrazione comunale e richiama tutte le parti a un principio essenziale: nelle istituzioni il confronto può essere duro, ma non può mai trasformarsi in violenza.