Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. La mobilitazione torna davanti all’Ospedale Mazzini di Teramo, luogo simbolo di una battaglia che affonda le radici nel passato recente della sanità abruzzese.
Era il 2013 quando proprio da qui partì uno sciopero della fame destinato a segnare una svolta: la richiesta, allora, era l’istituzione della rete oncologica regionale, strumento essenziale per garantire ai pazienti percorsi di cura personalizzati, tempestivi e omogenei, riducendo le disuguaglianze e migliorando qualità e aspettativa di vita.
A lanciare l’allarme furono alcuni pazienti oncologici, costretti a sostenere estenuanti sedute di chemioterapia in reparti sovraffollati, con oltre venti persone assistite da un solo medico. Teramo, all’epoca, non disponeva di una rete oncologica strutturata. Dopo più di quattro giorni di sciopero della fame, la protesta riuscì a coinvolgere giornalisti, operatori sanitari e cittadini, fino a ottenere l’attenzione e l’intervento della Regione Abruzzo.
La nuova protesta
A distanza di anni, la protesta si riaccende. Mercoledì 4 febbraio, a partire dalle 9.30, è prevista una nuova manifestazione pacifica, questa volta a difesa del reparto di Malattie Infettive della Asl di Teramo. Un’unità considerata di eccellenza, ma penalizzata dal nuovo piano sanitario regionale, che potrebbe determinare anche la perdita del primariato attualmente affidato ad Antonella D’Alonzo.
Chi ci sarà
La prima organizzazione sindacale ad aderire allo sciopero della fame è stata l’Ugl Salute. Il segretario Stefano Matteucci ha espresso «pieno sostegno all’iniziativa di protesta promossa dal giornalista Giancarlo Falconi davanti al terzo lotto dell’Ospedale Mazzini per la tutela della Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive».
All’iniziativa hanno annunciato la loro adesione, al momento, l’ex assessore comunale Valdo Di Bonaventura e l’attuale assessore all’Ambiente Graziella Cordone. Nei prossimi giorni potrebbero aggiungersi altre manifestazioni di sostegno. Sono previste inoltre testimonianze dirette di pazienti, mentre numerosi cittadini hanno già annunciato visite di solidarietà nel corso della protesta. Hanno confermato la loro presenza anche il vicesindaco di Teramo Stefania Di Padova e la consigliera regionale Marilena Rossi.
Una protesta che guarda al passato per difendere il presente e che, ancora una volta, promette di non arretrare di fronte alle scelte che rischiano di ridisegnare il futuro della sanità locale.