Politica
Roseto 2027, il PD si avvicina all'area di Nugnes
di Tito Di Persio

TERAMO. La solidarietà, questa volta, è arrivata prima ancora che si spegnesse l’amarezza per il furto. La vicenda del computer acquistato come regalo di laurea per il figlio unico di una famiglia teramana ha provocato rabbia e delusione, ma ha anche acceso una vera gara di generosità. Quel personal computer, ancora nella sua scatola, rappresentava molto più di un semplice oggetto: era il risultato di sacrifici, rinunce e conti fatti ogni giorno.
Dopo la diffusione della notizia, diverse persone hanno manifestato la volontà di aiutare la famiglia. Qualcuno ha pensato di avviare una raccolta fondi, mentre un noto imprenditore teramano si è offerto di acquistare personalmente un nuovo computer da consegnare al giovane. Il padre ha ringraziato tutti, ma ha deciso di rifiutare ogni proposta. Il regalo sarà fatto di nuovo, con altri sacrifici e probabilmente con qualche rinuncia in più, ma saranno ancora i genitori a consegnarlo al figlio. Una scelta che racconta una famiglia abituata a costruire ogni traguardo con il proprio lavoro.
Raggiunto telefonicamente, il giovane neolaureato ha espresso gratitudine per la reazione della città, dicendosi orgoglioso della risposta della Teramo civile. Un orgoglio che, però, ha rivolto soprattutto ai propri genitori, all’educazione ricevuta e a quella forza capace di alimentare ogni sforzo quotidiano. Il computer potrà essere ricomprato. Molto più difficile sarebbe ricostruire valori come dignità, educazione e rispetto. In questa storia, però, quelli non sono mai stati rubati. Anzi, sono diventati ancora più visibili grazie alla risposta di una città intera.