Politica
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di Tito Di Persio

TERAMO. Quello che soltanto pochi mesi fa sarebbe stato considerato un prezzo altissimo oggi è diventato motivo per mettersi in fila. Il nuovo tetto deciso da Eni sui carburanti sta provocando una vera e propria corsa alle stazioni di servizio Enilive, con code segnalate in diverse zone d’Italia e anche nel Teramano.
Dal 28 settembre Eni ha fissato un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, misura prevista inizialmente per trenta giorni e prorogabile fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Secondo la società, il taglio vale circa 17 centesimi al litro rispetto ai livelli medi precedenti.
A Teramo la fotografia della giornata è rappresentata dalle file davanti ad alcuni impianti. Attese che, secondo quanto segnalato, avrebbero raggiunto anche i venti minuti, con automobilisti pronti ad aspettare pur di approfittare del prezzo più basso.
L'invito
Il titolare di una Eni Station del capoluogo, Gianni Bonavita, ha dovuto invitare i clienti a evitare di bloccare la strada nei pressi del distributore. Una situazione diventata quasi paradossale: alcuni automobilisti in coda hanno iniziato persino a inviargli fotografie della fila.
Il fenomeno, però, sembra produrre anche un altro effetto. Diversi gestori concorrenti starebbero progressivamente abbassando i prezzi, nel tentativo di non perdere clienti. Il price cap Eni potrebbe quindi trasformarsi in una leva indiretta sulla concorrenza, almeno nelle zone in cui gli impianti sono numerosi.
Il confronto con alcune aree interne della provincia di Teramo resta significativo. Secondo i prezzi segnalati nelle ultime forniture, a Valle Castellana si è sgonfiata la " Benzina del sindaco" Camillo D'Angelo, il carburante sarebbe arrivato a 2,320 euro per il diesel e 2,070 euro per la benzina, mentre a Cortino, dove è nata l'idea di gestire direttamente la vendita del carburante, il gasolio sarebbe attestato intorno ai 2,240 euro al litro.
I quesiti?
La giornata lascia quindi una domanda inevitabile sul mercato dei carburanti. Se un grande operatore riesce a fissare improvvisamente un tetto sensibilmente più basso e, contemporaneamente, anche altri distributori iniziano a ridurre i propri listini, quale spazio esiste realmente per intervenire sui prezzi?
Il primo effetto, almeno per ora, è sotto gli occhi di tutti: distributori pieni, automobilisti in coda e concorrenza costretta a reagire. La domanda finale resta semplice: se abbassare i prezzi oggi è possibile, perché serviva arrivare a questo punto per farlo?