Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Negli ultimi giorni diversi messaggi, simili per contenuto e preoccupazione, hanno fatto emergere il dietro le quinte delle recenti risse, di piccoli furti e di un fenomeno di appartenenza — talvolta volontaria, talvolta imposta — a una baby gang attiva sul territorio di Teramo.
Informazioni e segnalazioni sono state trasmesse alle forze dell’ordine, come doveroso. Ma il ruolo più importante resta quello delle famiglie: parlare con i propri figli, informarsi e collaborare con le Istituzioni rimane l’unico vero strumento per proteggere gli adolescenti.
Volti noti
«Buongiorno, faccio sempre finta di non vedere e non sentire, ma a Teramo i nomi di questi ragazzini, capi di baby gang, si conoscono. Uno in particolare vorrei segnalarlo, magari potreste indagare: era in prima linea nell’ultima rissa al Mc. Da quanto si racconta, recluta ragazzi nel suo gruppo e poi li minaccia costringendoli a fare questo o quello. È da tempo che volevo dirlo, ma molti giovani hanno paura di parlare: tra l’altro va in giro con coltelli e la paura è tanta».
Responsabilità condivise
Parole che descrivono un clima di timore e silenzio, dove spesso sono proprio i più giovani a sentirsi esposti e senza voce. Un fenomeno che richiama l’attenzione dell’intera comunità e che impone responsabilità condivise, a partire dal dialogo e dalla prevenzione.