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di Jacopo Forcella

ASCOLI PICENO. È tornata al centro dell’udienza la velocità delle auto coinvolte nell’incidente mortale avvenuto il 2 agosto 2022 sulla provinciale 49, nel tratto tra Valle Castellana e il capoluogo marchigiano. Oggi pomeriggio, davanti al Tribunale di Ascoli Piceno, sono stati ascoltati altri testimoni dell’accusa nel processo che vede imputati per omicidio stradale Camillo D’Angelo, presidente della Provincia di Teramo e sindaco di Valle Castellana, e il consigliere comunale Simone Angelini, entrambi nella veste di automobilisti.
Nel violento scontro, che coinvolse quattro veicoli, perse la vita Carlo Angelini, 70 anni. Gli altri occupanti riportarono ferite di lieve entità.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti tecnici effettuati durante le indagini, e che dovrà essere verificato nel dibattimento, la vettura di D’Angelo avrebbe proceduto a 92 chilometri orari, mentre quella di Simone Angelini a 95, in un tratto nel quale il limite contestato è di 30 chilometri orari. Un elemento già affrontato nella precedente udienza attraverso i dati della scatola nera.
In aula carabinieri, vigili del fuoco e la figlia della vittima
Tra i testimoni ascoltati oggi anche i carabinieri di Teramo intervenuti sul luogo dell’incidente e i vigili del fuoco. Ha deposto inoltre una delle figlie di Carlo Angelini, ripercorrendo i momenti successivi alla tragedia e il ritorno sul posto per recuperare alcuni effetti personali del padre.
La velocità costituisce uno degli aspetti centrali della contestazione della Procura, che nella richiesta di rinvio a giudizio aveva formulato la relativa aggravante nei confronti dei due imputati.
La dinamica ricostruita dagli inquirenti
Secondo la ricostruzione accusatoria, Carlo Angelini, alla guida di una Citroen Saxo, avrebbe iniziato il sorpasso di una Fiat Panda senza poi riuscire a completare la manovra prima dell’arrivo, nella direzione opposta, delle vetture dei due imputati.
Per gli inquirenti, il rispetto del limite di velocità avrebbe potuto incidere sulla dinamica e sulle conseguenze dell’impatto. Il primo scontro sarebbe avvenuto con la Bmw condotta da Simone Angelini, seguito da quello con la Hyundai Kona guidata da D’Angelo.
Sul posto intervennero 118, vigili del fuoco e carabinieri, ma per il 70enne i tentativi di soccorso furono inutili. Il processo proseguirà a gennaio, quando continuerà l’esame delle circostanze dell’incidente e delle responsabilità contestate.