Il caso
Roseto, interrogato in carcere il 22enne: il Gip si prende 48 ore per decidere sulla convalida
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

TERAMO. È appena terminato l’interrogatorio di uno dei due giovani arrestati, il 21enne rimasto ferito e ora ricoverato all’ospedale Mazzini di Teramo dopo la caduta dal secondo piano di un palazzo, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sequestro di persona a Roseto degli Abruzzi. Al termine dell’atto istruttorio arriva la versione della difesa, che contesta radicalmente la ricostruzione accusatoria e annuncia una serie di iniziative per verificare quanto sarebbe realmente accaduto nell’abitazione e negli spostamenti effettuati quella sera.
La difesa: il 21enne era rientrato da Barcellona
A parlare è l’avvocato Monica Passamonti, legale del 21enne, che riferisce quanto emerso durante l’interrogatorio e sottolinea come la versione fornita dal suo assistito si discosti nettamente da quella della presunta persona offesa.
Un primo elemento riguarda la presenza del giovane a Roseto. Secondo quanto riferito dalla difesa, il 21enne era rientrato da Barcellona il giorno precedente, dove si trovava per lavoro, ma non avrebbe comunicato ai propri genitori il suo ritorno in Italia. Il motivo, sempre secondo la ricostruzione fornita dall’avvocato, sarebbe stato quello di poter partecipare al Transumare Fest, manifestazione che si stava svolgendo proprio a Roseto.
L’appartamento e la versione sulla disponibilità della casa
È proprio sulla disponibilità della casa che l’avvocato pone uno dei primi punti di contestazione. «L’abitazione non era nella disponibilità del mio assistito», afferma, spiegando che l’appartamento sarebbe stato nella disponibilità dell’altro ragazzo coinvolto nella vicenda e attualmente detenuto a Castrogno.
La difesa respinge l’accusa sulla droga trovata in casa
La difesa respinge inoltre con decisione qualsiasi collegamento tra il proprio assistito e la droga trovata nell’abitazione. Il sequestro, effettuato dai Carabinieri anche con l’ausilio dei cani antidroga, aveva portato al ritrovamento di hashish, marijuana, cocaina, denaro, materiale per il confezionamento e una pistola a salve priva del tappo rosso.
Presunto sequestro a Roseto, la difesa contesta la ricostruzione
Ma il punto centrale dell’interrogatorio resta la presunta dinamica del sequestro. La difesa sostiene che il giovane non sarebbe stato costretto a rimanere nell’appartamento e che alcuni suoi movimenti potrebbero essere verificati attraverso le telecamere di videosorveglianza presenti a Roseto.
Telecamere e spostamenti: la difesa chiede nuovi accertamenti
Tra gli elementi contestati dalla difesa c’è anche il comportamento della presunta persona offesa nel momento dell’arrivo dei Carabinieri. Secondo quanto riferito dall’avvocato, il giovane sarebbe stato trovato all’esterno, sotto l’appartamento, e questo rappresenterebbe uno degli aspetti che la difesa chiede di verificare.
La difesa riferisce inoltre che il gruppo sarebbe uscito dall’abitazione per andare ad acquistare del cibo.
Incidente probatorio e celle telefoniche: si cerca di ricostruire la serata
E proprio sul fronte degli accertamenti si annuncia un passaggio importante. Domani la difesa procederà con un incidente probatorio, chiedendo di verificare anche i dati relativi alle celle telefoniche agganciate dai cellulari delle persone coinvolte, con l’obiettivo di ricostruire gli spostamenti e verificare la compatibilità delle diverse versioni con i luoghi e gli orari indicati.
Il 21enne nega le violenze contestate
La difesa contesta anche le presunte violenze. Il giovane arrestato avrebbe negato di aver provocato alla presunta vittima le lesioni indicate nella prima ricostruzione. «Nessun sequestro, niente», ribadisce il legale, riferendo che il proprio assistito avrebbe respinto anche l’accusa relativa alla bruciatura e alla ferita al piede.
La presenza di un’altra persona nell’appartamento
Nel racconto dell’avvocato emerge poi la presenza nell’appartamento di un’altra persona, che il suo assistito avrebbe detto di non conoscere. «Lì c’è andato un albanese dentro quell’appartamento, che il mio assistito non conosceva», racconta Passamonti, descrivendolo come un uomo adulto e di corporatura robusta.
La richiesta della Procura e le condizioni del 21enne
Sul fronte giudiziario, l’interrogatorio appena terminato arriva mentre la Procura ha chiesto la misura cautelare in carcere. Il 21enne, però, è attualmente ricoverato al Mazzini di Teramo dopo le lesioni riportate nella caduta durante il tentativo di fuga al momento dell’intervento dei Carabinieri.
Le prossime mosse dell’inchiesta sul presunto sequestro
La posizione della difesa è dunque netta e punta a mettere in discussione diversi elementi della ricostruzione iniziale: dalla disponibilità dell’appartamento alla provenienza della droga, fino agli spostamenti compiuti quella sera e alla stessa dinamica del presunto sequestro.
Adesso saranno gli accertamenti della Procura, i dati relativi alle celle telefoniche, le eventuali immagini delle telecamere e le ulteriori attività investigative a dover verificare le diverse versioni.