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L'opposizione

Incendi in Abruzzo, il Patto per l’Abruzzo attacca la Regione: “Il Piano AIB c’è, ma manca la programmazione”

Un’interpellanza dopo un’estate segnata dai roghi. Sotto la lente le criticità contenute nello stesso Piano regionale: fondi scarsi, rete radio incompleta, carenze nel coordinamento. D’Amico: «È evidente la mancata azione di prevenzione»

'Patto per l'Abruzzo', al centro Luciano D'Amico
'Patto per l'Abruzzo', al centro Luciano D'Amico
di Redazione Teramo
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TERAMO. Un Piano antincendio che individua criticità, carenze e interventi necessari, ma che secondo le opposizioni non sarebbe stato seguito da un’adeguata attività di prevenzione e programmazione. Dopo un’estate segnata dagli incendi e con il Morrone interessato ormai da giorni dalle fiamme, i consiglieri regionali del Patto per l’Abruzzo portano il caso in Consiglio regionale e annunciano un’interpellanza per chiedere conto alla Giunta delle scelte compiute dal 2019 al 2026 e delle risorse che intende prevedere nel prossimo bilancio 2027-2029.

Nel mirino finiscono diversi aspetti contenuti nello stesso Piano antincendio boschivo 2026-2028 della Regione Abruzzo: dalle risorse giudicate insufficienti al sistema di finanziamento della prevenzione, fino alla rete radio ancora incompleta, alla manutenzione delle vasche antincendio, al numero dei Coordinatori delle operazioni di spegnimento e all’organizzazione con i Vigili del Fuoco.

D’Amico: “Mancanza assoluta di programmazione”

A sintetizzare l’accusa politica è Luciano D’Amico, esponente del Patto per l’Abruzzo, che punta il dito soprattutto sulla distanza tra quanto programmato dalla Regione e quanto, a giudizio delle opposizioni, effettivamente realizzato.

«Come sempre la critica che rivolgiamo a questo governo è una mancanza assoluta di programmazione. La Regione ha varato un piano di prevenzione incendi a cui non ha dato assolutamente seguito. Abbiamo rilevato e continueremo a denunciare, fino a quando non vi verrà posto rimedio, una serie di carenze che vanno dai sistemi radio che non sono adeguati, ai bacini di accumulo, alla prevenzione dell’eliminazione del sottobosco. Sono tanti i punti su cui l’assenza di programmazione sta conducendo a delle situazioni come quelle che purtroppo stiamo osservando in questi giorni. Ne soffre l’Abruzzo, ne soffrono i cittadini».

Per D’Amico l’interpellanza dovrà servire proprio a sollecitare gli interventi necessari affinché situazioni come quella del Morrone non si ripetano. «È evidente la mancata azione di prevenzione che non è quella chiesta dalle opposizioni, ma è quella messa nero su bianco delle forze di maggioranza nell’approvazione del piano di prevenzione incendi, il piano AIB, il piano che avrebbe dovuto tutelare i boschi abruzzesi e avrebbe dovuto tutelare la nostra regione, e cui non è stato dato seguito».

Fondi e prevenzione, cosa scrive il Piano regionale

Le opposizioni partono proprio dall’analisi del Piano AIB 2026-2028. A pagina 102, sottolineano, la Regione evidenzia un limite nel sistema utilizzato per finanziare gli interventi di prevenzione, spiegando che le procedure concorsuali non permettono necessariamente di concentrare gli interventi nelle zone a maggiore rischio dell’intero territorio regionale e finiscono così per ridurne fortemente l’efficacia.

Nello stesso passaggio viene evidenziata anche la scarsità dei fondi disponibili e indicata come soluzione più efficace una regia regionale diretta, in grado di indirizzare le risorse verso le aree maggiormente esposte.

Altro punto contestato è l’assenza di una certezza finanziaria sull’intero triennio. Il Piano precisa infatti che non è possibile formulare una previsione schematica delle risorse per il periodo AIB, dal momento che i fondi vengono assegnati annualmente nel bilancio dalla Giunta regionale. Per le opposizioni si crea così una contraddizione tra una programmazione triennale e risorse che non risultano altrettanto definite sull’intero periodo.

Vasche antincendio e infrastrutture da controllare

Il Patto per l’Abruzzo richiama poi i capitoli dedicati alla prevenzione strutturale. Il Piano evidenzia la necessità di un controllo continuo delle infrastrutture AIB, di un censimento costantemente aggiornato e di una revisione prima dell’inizio del periodo di maggiore pericolosità.

Particolare attenzione viene riservata alle vasche antincendio, per le quali viene indicata la necessità di una manutenzione più tempestiva: perdite o un’eccessiva presenza di vegetazione potrebbero infatti renderle inutilizzabili senza che il problema venga segnalato per lunghi periodi.

Anche la cartografia degli invasi finisce sotto la lente dell’opposizione: il censimento indicato nel Piano risulta aggiornato al 2024 e interessato successivamente da aggiornamenti definiti nello stesso documento come minimi. Da qui la richiesta alla Giunta di chiarire quali attività di prevenzione siano state concretamente realizzate anno dopo anno prima dell’inizio della stagione degli incendi.

Il nodo della rete radio

Uno dei punti considerati più delicati riguarda le comunicazioni tra gli operatori. Il Piano definisce una rete radio efficiente indispensabile sia per lo svolgimento delle operazioni sia per la sicurezza del personale impegnato sul campo.

Secondo quanto riportato nel documento regionale, il precedente impianto VHF non risultava funzionante a seguito del danneggiamento del centro stella della Majelletta. Il nuovo impianto acquistato nel 2025 serviva invece soltanto la provincia di Chieti, con una copertura del 60%, mentre le altre tre province non risultavano ancora raggiunte dal segnale radio. Il nuovo sistema digitale, inoltre, era ancora in fase di progettazione.

Una situazione che, per i consiglieri di opposizione, rende necessario conoscere tempi e modalità con cui la Regione intende arrivare alla piena copertura del territorio.

Pochi coordinatori per le operazioni di spegnimento

Altro capitolo riguarda i COS, i Coordinatori delle operazioni di spegnimento delle squadre terrestri del volontariato. A pagina 93, ricordano le opposizioni, il Piano segnala una riduzione del loro numero dovuta anche a pensionamenti e incremento delle funzioni.

Nel documento vengono riportati un COS regionale e nove riferiti ai Parchi indicati come non operativi, mentre la possibilità di formare nuovi coordinatori all’interno del volontariato viene legata alla definizione di uno specifico piano formativo.

Per il Patto per l’Abruzzo si tratta di una questione centrale, considerando il ruolo attribuito ai COS nel coordinamento delle squadre impegnate a terra e nel raccordo con la Sala operativa.

L’accordo con i Vigili del Fuoco

Le opposizioni chiedono chiarimenti anche sul rapporto operativo con i Vigili del Fuoco. Alla data di approvazione del Piano, secondo quanto riportato nello stesso documento, il Servizio Emergenze e la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco non avevano ancora raggiunto in Commissione paritetica l’accordo per la definizione del programma 2026-2028. L’organizzazione descritta nel Piano veniva quindi considerata non definitiva.

A questo si aggiunge la Determinazione 113/APC del 25 giugno 2026, nella quale il Programma operativo annuale 2026-2027 risultava ancora in via di sottoscrizione. L’opposizione vuole quindi sapere quale fosse l’assetto effettivamente operativo all’avvio della fase più delicata della stagione e quali risorse fossero concretamente disponibili.

In Abruzzo 900 incendi e oltre 20mila ettari interessati

Il rischio incendi, sottolineano i consiglieri, era tutt’altro che imprevedibile. Lo stesso Piano regionale riporta che tra il 2012 e il 2025 in Abruzzo si sono verificati 900 eventi, che hanno interessato complessivamente 20.295 ettari. Nel documento viene inoltre evidenziato come le superfici medie percorse dal fuoco per singolo incendio nella regione risultino tra le più elevate in Italia.

Poi sono arrivati luglio e agosto 2026, con una sequenza di roghi che ha interessato più aree della regione, dall’Aquilano al Morrone, fino a Rocca di Cambio e Bisegna, dove è stata riferita anche l’evacuazione di sei abitazioni. Un quadro che, secondo le opposizioni, conferma quanto fosse necessario arrivare alla stagione estiva con un sistema pienamente operativo.

L’interpellanza: chiesti numeri, risorse e interventi dal 2019

Per le opposizioni il confronto politico non può quindi limitarsi al numero dei mezzi impiegati una volta scoppiati gli incendi, perché l’efficacia della gestione dell’emergenza deve essere valutata anche sulla capacità di prevenirla.

Con l’interpellanza viene chiesto alla Giunta di ricostruire quanto sia stato stanziato e realmente speso dal 2019 a oggi per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi, quali somme siano state destinate ai mezzi aerei e agli accordi con i Vigili del Fuoco e quale fosse, anno per anno, la reale disponibilità di mezzi e attrezzature.

Si chiedono inoltre risposte sugli interventi effettuati su vasche e infrastrutture, sulla rete radio, sulla formazione e sul coordinamento delle squadre, oltre che sulla tempistica con cui sono state attivate le tutele dell’articolo 39 per consentire l’effettiva partecipazione dei volontari. Infine, il Patto per l’Abruzzo vuole conoscere quali risorse il presidente Marco Marsilio e la Giunta intendano inserire nel bilancio 2027-2029.

“Marsilio risponda con fatti, numeri, atti e risorse”

La conclusione dell’opposizione è netta: se la Giunta non era a conoscenza delle criticità riportate nel Piano approvato il 25 giugno, significa che non ne conosceva pienamente il contenuto; se invece ne era consapevole, deve spiegare quali interventi siano stati adottati e perché la stagione degli incendi sia iniziata con quelle stesse problematiche ancora riportate nel documento regionale.

Un quadro che, sottolineano i consiglieri, rende ancora più importante il lavoro di operatori e volontari impegnati in questi giorni sul Morrone, ai quali rivolgono il proprio ringraziamento.

Al presidente Marsilio chiedono quindi di rispondere in Consiglio regionale in tempi rapidi con dati, atti, risorse e date precise, così da chiarire le scelte compiute e valutare eventuali responsabilità nella gestione della prevenzione e della Campagna antincendio.