Il caso
Teramo, Autismo Abruzzo: «Escluso uno studente autistico da iniziativa di avvio allo sport»
di Redazione Teramo

ROSETO. La buona notizia per roseto e i rosetani non arriva dalla sala consiliare ma da Bergamo. L’esclusione della squadra orobica dal campionato riaccende i cuori e le speranze dei tifosi biancoblu. Non ci porterà essere una retrocessione diretta. Già questo basta per tirare un sospiro di sollievo. Il clima, alla conferenza stampa dei sette soci di “Le Quote” che detengono la Pallacanestro Roseto e del sindaco Mario Nugnes, è sicuramente più disteso.
Ma il clima di distensione dura poco. Il tempo del saluto di Roseto, Mario Nugnes che l’intervento del presidente della pallacanestro Roseto, Fabio Brocco, gela la sala. «Io non sono attaccato alla poltrona. Voglio vedere la squadra salva e poi vedremo quella che sarà la situazione. Non posso dimenticare gli insulti e le offese ricevuti al Palazzetto e sui social. Non posso dimenticare questo. Posso però garantire che se lascerò la società non abbandonerò il mio impegno nel dare una mano a questa società».
Il discorso di Brocco può essere riassunto tutto qui. Un addio annunciato con una salvezza da conquistare assolutamente. Lo stesso Brocco usa l’argomento per iniziare il suo discorso. «Se qualcuno pensava che si stava mollando ha sbagliato tutto. Noi faremo di tutto per arrivare alla salvezza, anche sacrifici economici e stiamo lavorando per salvare la squadra. Questa stagione costa due milioni di euro grazie all’impegno dei soci del consorzio “Le Quote”. Il nostro impegno economico, e parlo di tutti, è importante e impegnativo. Faremo di più».
Dopo la promessa di fare di tutto per salvare la Serie A2 (e la vicenda Bergamo potrebbe dare una mano importante) arriva però l’altra faccia della medaglia, la terza parte del discorso. «Quando a fine partita si prendono insulti personali, davanti alla mia famiglia e ai miei genitori allora questo non va più bene. Ho visto amici miei d’infanzia, con i quali mi vedo quotidianamente, insultarmi dalla curva. Questo significa che c’è tossicità da parte del territorio nei miei confronti. Al di là dei mancati aiuti da parte delle istituzioni, della Regione che aiuta tutti ma non la Pallacanestro Roseto. Quello che mi interessa è il disprezzo venuto fuori nei miei confronti negli ultimi tempi. Sette mesi fa eravamo qui, in questa sala a festeggiare la promozione in A2 e a programmare il futuro. Questo mi aspettavo. Arriviamo a fine stagione e poi vedremo se sarò ancora in grado di sopportare quello che ho ricevuto».
Chiaro il messaggio di Fabio Brocco, le parole pronunciate sanno tanto di addio alla carica di Presidente. Brocco lascerà a meno che, una salvezza conquistata sul campo, potrebbe fargli cambiare idea. Ma al momento è solo una flebile speranza.