Cinema
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Arriva una nuova bocciatura dell’atto aziendale della Asl di Teramo. A denunciarlo è il consigliere regionale Dino Pepe, che parla apertamente di una Regione che “boccia se stessa” per la terza volta, nonostante le rassicurazioni fornite nelle ultime settimane dagli esponenti del centrodestra teramano.
Le responsabilità politiche
Secondo Pepe, tutto nasce dalla legge di riordino della rete ospedaliera approvata nel dicembre 2023 dalla maggioranza guidata da Marsilio, con il voto favorevole anche dei consiglieri del territorio. «In quel momento – sottolinea – nessuno ha difeso la sanità teramana».
Uoc negate e reparti penalizzati
La nuova bocciatura confermerebbe la mancata concessione della Unità Operativa Complessa a Malattie Infettive del Mazzini e l’eliminazione della Uoc di Chirurgia al Val Vibrata. Decisioni che, per Pepe, rappresentano un grave e ingiustificato ridimensionamento dell’intero sistema sanitario provinciale.
Le ricadute sui cittadini
La perdita delle Uoc, evidenzia il consigliere, non è solo un problema organizzativo: incide sulla qualità delle cure, sulla capacità di attrarre professionisti e sul diritto alla salute. «La sanità teramana viene progressivamente mortificata, mentre aumentano disagi e mobilità sanitaria».
Il precedente di Sant’Omero
Pepe ricorda infine la soppressione della Uoc di Ginecologia a Sant’Omero, che avrebbe già prodotto un calo di circa 80 parti. «Quanti danni produrranno queste nuove scelte?», si chiede.
La richiesta alla Regione
«Servono atti concreti e decisioni chiare – conclude – per garantire pari dignità alla provincia di Teramo rispetto al resto dell’Abruzzo. Non sono più accettabili rinvii e promesse smentite dai fatti».