Teramo
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Nuove ombre sui tempi di attesa nella Neuropsichiatria infantile della provincia di Teramo.
Dopo l’inchiesta che ha raccolto le prime segnalazioni di famiglie esasperate, il caso approda ufficialmente sui tavoli istituzionali. Il presidente della Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, Sandro Mariani, ha inviato una richiesta formale di chiarimenti alla Asl di Teramo, chiedendo un “cortese riscontro” in merito alle criticità emerse sul servizio di Neuropsichiatria infantile.
Al centro dell’attenzione ci sono presunti ritardi “estremamente prolungati” nella refertazione dei test diagnostici e nella presa in carico dei minori. Secondo quanto riportato da diverse famiglie, i tempi per ottenere un referto sarebbero di molti mesi e, in alcuni casi, le visite di controllo o l’avvio dei percorsi terapeutici verrebbero fissati a distanza di mesi se non anni.
Un quadro che, se confermato, rischia di compromettere in modo significativo i percorsi terapeutici, scolastici e riabilitativi dei bambini e degli adolescenti coinvolti. Le conseguenze non sarebbero soltanto cliniche, ma anche economiche e psicologiche: numerosi genitori riferiscono di essere stati costretti a rivolgersi al privato per non interrompere le terapie, sostenendo costi spesso insostenibili. In alcuni casi, per mancanza di risorse, le cure sarebbero state rallentate o sospese.
Nella sua nota, Mariani chiede all’Azienda sanitaria di chiarire: se le criticità segnalate corrispondano al vero e quale sia l’attuale situazione delle liste d’attesa e dei tempi medi di refertazione; quali siano le cause dei ritardi eventualmente riscontrati; quali misure organizzative, strutturali o di potenziamento del personale siano state adottate o siano in programma per ridurre i tempi di attesa.
La vicenda ora attende una risposta ufficiale da parte della Asl. Sullo sfondo resta una questione centrale: la tutela della salute dei minori e il diritto a un servizio pubblico tempestivo ed efficace. Per le famiglie coinvolte, ogni rinvio non è solo una data sul calendario, ma un tratto di percorso che rischia di diventare più difficile da recuperare