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La storia

Lorenzo, da Roseto l'appello a Ultimo: «Io disabile, col biglietto non posso entrare al concerto»

"Non sono rientrato con l'ingresso disabili, vorrei almeno poter accedere col biglietto che ho già pagato"

Lorenzo
Lorenzo
di Redazione Teramo
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ROSETO DEGLI ABRUZZI. Il  prossimo 4 luglio migliaia di persone sono attese a Tor Vergata per il grande concerto di Ultimo. Tra loro avrebbe voluto esserci anche Lorenzo, giovane di Roseto degli Abruzzi e fan del cantautore romano, che insieme alle sue due cugine era riuscito ad acquistare i tanto ambiti biglietti per il cosiddetto “raduno degli Ultimi”.

Quella che doveva essere una giornata di festa, però, si è trasformata in una vicenda che sta facendo discutere sui social e non solo.

Il paradosso del biglietto già acquistato

Lorenzo è titolare di un’invalidità piena, riconosciuta ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104. Per questo motivo non può accedere al concerto come un normale spettatore, ma deve necessariamente passare attraverso la procedura prevista per le persone con disabilità.

Una procedura che prevede la richiesta di un posto nel settore riservato, assegnato sulla base della gravità dell’invalidità e dell’ordine cronologico di arrivo delle domande.

Il problema è che Lorenzo non è rientrato tra gli ammessi. E questo, di fatto, lo esclude dall’evento nonostante abbia già acquistato e pagato regolarmente il proprio biglietto.

“Perché devo essere separato dal mio gruppo?”

Ad amareggiare il giovane non è soltanto l’esclusione dal settore dedicato, ma anche le modalità di accesso previste.

L’area riservata alle persone con disabilità consente infatti l’ingresso di un solo accompagnatore. Una regola che obbligherebbe Lorenzo a separarsi dalle due cugine con cui aveva programmato di vivere il concerto.

Nel video diffuso sui social il ragazzo si chiede se sia davvero questa l’inclusione che si vuole garantire alle persone con disabilità.

“Non chiedo privilegi”

Lorenzo sottolinea di non aver mai cercato corsie preferenziali o trattamenti di favore.

«Io non voglio togliere il posto a nessuno», spiega. «Ho acquistato il biglietto proprio perché volevo assicurarmi un posto al concerto. Chiedo soltanto di poter entrare con il ticket che ho pagato e vivere questa esperienza insieme alle mie cugine, come farebbe chiunque altro».

Una vicenda che riapre il dibattito sull’accessibilità dei grandi eventi e sul delicato equilibrio tra esigenze organizzative, sicurezza e reale inclusione delle persone con disabilità.