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La testimonianza

«Mi hanno curata, ma soprattutto mi hanno restituito la speranza»: la lettera di una giovane paziente al reparto di Ostetricia e Ginecologia del Mazzini di Teramo

Non solo disservizi e liste d'attesa: Sara racconta prima come paziente e poi come futuro medico

L'ingresso dell'ospedale Mazzini
L'ingresso dell'ospedale Mazzini
di Giancarlo Falconi
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TERAMO, In un tempo in cui la cronaca sanitaria è spesso scandita da disservizi, carenze e liste d'attesa, c'è anche chi sceglie di raccontare il volto migliore della medicina.

È quello che ha fatto Sara ( nome di fantasia), giovane paziente e studentessa di Medicina, con una lunga e intensa lettera di ringraziamento indirizzata al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Mazzini di Teramo. Una testimonianza che va oltre il semplice grazie e che mette al centro un valore spesso difficile da misurare con numeri e statistiche: l'umanità.

Sara ha conosciuto il reparto da due prospettive diverse, prima come paziente e poi come futura medico. Due esperienze che le hanno consentito di osservare da vicino non solo la professionalità degli operatori sanitari, ma anche l'attenzione e la sensibilità con cui vengono accompagnati i pazienti nei momenti più delicati.

La testimonianza

Nella sua lettera, la giovane rivolge un pensiero particolare alla dottoressa Carbone, ricordando il colloquio avuto al momento delle dimissioni, quando, nonostante la gravità della situazione, riuscì a trasmetterle serenità e fiducia nel futuro. Un ringraziamento viene rivolto anche al direttore del reparto, il dottor Santarelli, capace – scrive – di regalarle un sorriso persino nel momento che precedeva l'ingresso in sala operatoria.

Parole di profonda stima anche per la caposala Ersilia, descritta come una presenza costante e un autentico punto di riferimento, e per la dottoressa Di Legge, che ancora oggi la segue nel percorso di controlli oncologici, affrontando con sensibilità e delicatezza le paure e le ansie che accompagnano ogni visita di follow-up.

«Nonostante questo reparto rappresenti il luogo in cui ho vissuto alcuni dei momenti più difficili della mia vita, ogni volta che torno qui sono felice di esserci», scrive Sara, sottolineando come infermiere, ostetriche, operatori socio-sanitari e medici siano riusciti a trasformare un luogo legato alla sofferenza in uno spazio di accoglienza e fiducia.Da studentessa di Medicina, inoltre, racconta di aver potuto osservare dall'interno il lavoro quotidiano del personale sanitario, fatto di responsabilità enormi, ritmi incessanti e difficoltà organizzative spesso invisibili agli occhi dei pazienti. Una consapevolezza che ha accresciuto ulteriormente il suo rispetto per chi ogni giorno si prende cura della salute degli altri.«Alla fine ciò che resta non sono soltanto le diagnosi o gli interventi – scrive – ma i volti, le parole e il modo in cui qualcuno ci ha fatto sentire nei momenti più fragili».E proprio quell'umanità incontrata tra i corridoi del Mazzini ha contribuito ad alimentare un sogno: diventare un giorno ginecologa.Una lettera che, al di là delle singole persone citate, rappresenta un riconoscimento a tutto il personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Teramo. Perché, come conclude Sara, esiste un'eccellenza che non compare nelle statistiche e che si manifesta quando un paziente si sente «visto prima ancora che visitato, ascoltato prima ancora che curato».