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La comunità

L'appello dopo il lutto: chi aiuterà la famiglia di Eugenio Marchetti?

L'uomo morto sul lavoro lascia la moglie e due figli non ancora adolescenti

Eugenio Marchetti
Eugenio Marchetti
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Non bastano più le parole ripetute senza sostanza — “restanza”, “resistenza”, “resilienza” — quando una comunità si trova davanti a una perdita che pesa come una montagna. Eugenio Marchetti, originario di Valle Castellana, stava lavorando nei boschi, tra quelle distese di alberi che collegano territori, comuni e regioni, quando la sua vita si è fermata.

Uomo di montagna, come la sua famiglia, lascia la moglie e due figli non ancora adolescenti, troppo piccoli per comprendere fino in fondo un vuoto così grande.

Di fronte a una tragedia che colpisce l’intero territorio, tornano a farsi vive parole che chiedono di diventare fatti: comunità, aree interne, empatia. Non slogan, ma responsabilità condivisa. L’appello è rivolto alle istituzioni — al presidente della Provincia e sindaco di Valle Castellana, ai sindaci della montagna, ai consiglieri regionali — affinché la vicinanza non resti simbolica ma si traduca in presenza concreta.

Non si tratta di carità, né di un gesto isolato, ma del segno tangibile di una collettività che riconosce sé stessa. Anche un contributo piccolo, se condiviso, diventa forza comune. È così che questa terra, fatta di natura e persone, di fatica e gentilezza, continua a dimostrare il suo valore più profondo: quello di una comunità che non lascia indietro nessuno.