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La nostra inchiesta

La facoltà c’è, il servizio no: Teramo senza H24 per gli animali - Terza puntata

Il caso di Marilena e della sua cagnolina Lilly non è un episodio isolato: è diventato il detonatore di una valanga di testimonianze. Cosa abbiamo scoperto

Lilly
Lilly
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. A Teramo, di notte, l’emergenza non risponde. Succede agli animali, ma il problema riguarda un intero sistema che, sulla carta, dovrebbe garantire assistenza, formazione e tutela. Nella realtà, invece, le porte restano chiuse e i telefoni muti.

Il caso di Marilena e della sua cagnolina Lilly non è un episodio isolato. È diventato il detonatore di una valanga di testimonianze raccolte nelle ore successive sui social e nelle nostre redazioni: racconti diversi, stesso copione. Animali colti da malori improvvisi, proprietari alla ricerca disperata di un veterinario, chiamate senza risposta, strutture universitarie chiuse nelle ore notturne.

L’Ospedale veterinario dell’Università di Teramo, indicato come riferimento per il territorio, quella notte non era operativo. E non lo era nemmeno in molte altre occasioni, come emerge dai messaggi di chi racconta di cuccioli avvelenati, gatti in crisi respiratoria, cani in condizioni gravi, tutti respinti da un servizio che avrebbe dovuto essere di emergenza.

C’è chi parla di numeri di reperibilità che squillano a vuoto, chi di risposte laconiche: “siamo chiusi”. Chi racconta di aver dovuto percorrere decine di chilometri, imboccando l’autostrada nel cuore della notte, per raggiungere una clinica H24 fuori provincia. A Pescara, a Città Sant’Angelo, altrove. Sempre altrove, mai a Teramo.

Nel caso di Lilly, la corsa contro il tempo non c’è nemmeno stata. Marilena descrive un’agonia durata tutta la notte: crisi epilettiche, respiro affannato, dolore. Senza assistenza, senza alternative, con l’unica colpa di essere un animale in una città universitaria che ospita la facoltà di Veterinaria ma non garantisce un pronto intervento per i piccoli animali.

Abbiamo chiesto spiegazioni. Abbiamo atteso. Fino al 2 febbraio nessuna risposta da UniTe. Nessun chiarimento sulla convenzione tra Regione Abruzzo e la struttura veterinaria universitaria. Nessuna risposta su una questione centrale: esistono fondi per il personale medico di reperibilità notturna? E se esistono, perché il servizio non è attivo?

Nel frattempo, le segnalazioni continuano. L’ultima arriva da un sabato sera: una gattina in difficoltà, telefonate senza risposta, nessuna clinica disponibile in città. Ancora una volta, l’unica soluzione è uscire da Teramo.

I fatti, messi in fila, restituiscono un quadro difficile da ignorare: Teramo, città universitaria con sede di Veterinaria, non dispone di un servizio H24 per le emergenze veterinarie dei piccoli animali. Una mancanza strutturale, non episodica.

La domanda, a questo punto, non è più emotiva ma politica e amministrativa: perché non esiste un sistema di turnazione notturna, come avviene per le farmacie? Perché un territorio intero resta scoperto nelle ore più critiche?

Questa non è solo la storia di Lilly. È il racconto di un vuoto di responsabilità che, finché resterà tale, continuerà a produrre altre notti di silenzio, altre corse inutili, altre storie che non dovrebbero più accadere.