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La storia

"Io sono qui, mamma": il ricordo di Leonardo commuove la sua scuola

Nereto, i compagni e gli amici hanno consegnato alla famiglia il riconoscimento dedicato al giovane, ricordandolo come parte integrante della comunità scolastica

Il giovane scomparso
Il giovane scomparso
di Giancarlo Falconi
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NERETO. Prima il viaggio segnato dalle difficoltà, poi l'abbraccio della sua scuola. A un anno dalla scomparsa di Leonardo Mancinelli, l'Istituto di Istruzione Superiore "G. Peano - C. Rosa" di Nereto ha voluto ricordare il giovane studente con un gesto destinato a rimanere nel cuore della sua famiglia e dell'intera comunità scolastica: il conferimento di un Attestato di Affetto, nel giorno in cui avrebbe dovuto festeggiare il diploma insieme ai suoi compagni.

Una cerimonia intensa, vissuta tra commozione e ricordi, alla quale la madre, Maria Catapano, ha rischiato di non riuscire a partecipare. In un lungo messaggio affidato ai social ha raccontato quanto accaduto prima dell'arrivo a Nereto. Dopo aver ottenuto un permesso dal lavoro per raggiungere la scuola, ha perso il treno a causa di una porta bloccata e delle difficoltà legate alla propria ridotta mobilità. Sulla banchina è scoppiata in lacrime, sopraffatta dalla stanchezza e dal dolore per l'assenza del figlio.

A cambiare il corso di quella giornata è stato il gesto di una capotreno che, accortasi della situazione, l'ha fatta salire su un convoglio proveniente dalla direzione opposta, rassicurandola e restando accanto a lei fino a quando non si è calmata. Un atto di umanità che la donna ha interpretato come un segno del figlio. «Io sono qui, mamma, non vado via», ha scritto, spiegando di aver sentito in quelle parole di conforto la presenza di Leonardo.

Poche ore dopo è arrivato il momento più atteso. Nell'aula dell'Istituto "Peano - C. Rosa", la dirigente scolastica, i docenti del Consiglio di classe, la commissione d'esame, i compagni e gli amici hanno consegnato alla famiglia il riconoscimento dedicato a Leonardo, ricordandolo come parte integrante della comunità scolastica. Un diploma simbolico, accompagnato da una dedica che richiama il valore dell'amicizia e di un legame che supera il tempo e la distanza.

Nel messaggio pubblicato dalla famiglia trovano spazio i ringraziamenti rivolti a tutti coloro che hanno reso possibile quella cerimonia, con un pensiero particolare per la professoressa Paola Cianella, ricordata per aver custodito e valorizzato la grande passione di Leonardo per la musica e per la chitarra.

Tra le immagini che hanno accompagnato quei giorni, la famiglia ricorda anche la presenza di una farfalla dai colori vivaci comparsa durante gli esami di maturità, vissuta come un simbolo della vicinanza del ragazzo ai suoi compagni. Un'immagine che richiama una frase che Leonardo aveva confidato in sogno alla madre: «La vita non è in bianco e nero, ma a colori».

La cerimonia di Nereto è diventata così molto più della consegna di un attestato. È stata la testimonianza di una scuola capace di trasformare il ricordo in condivisione e di una comunità che ha scelto di non dimenticare uno dei suoi studenti. Un gesto semplice ma profondo, che ha restituito alla famiglia la certezza che l'affetto, quando è autentico, continua a vivere nel tempo e nelle persone che lo custodiscono ogni giorno.