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Marginalità

Teramo si sveglia tra degrado e fragilità: all’alba una decina di persone dormono tra i giardini e piazza Garibaldi

Soccorsa dalla Croce Rossa una persona in stato di alterazione psicofisica. Resta il nodo dei controlli e del rispetto delle ordinanze contro il consumo di alcolici negli spazi pubblici

Teramo si sveglia tra degrado e fragilità: all’alba una decina di persone dormono tra i giardini e piazza Garibaldi
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Alle prime luci del giorno di oggi, 5 settembre, il centro di Teramo ha mostrato ancora una volta uno dei suoi volti più difficili da raccontare.

Tra i giardini pubblici e piazza Garibaldi una decina di persone erano distese sulle panchine o negli spazi verdi, trasformati per alcune ore in rifugi improvvisati. Una scena che mescola disagio sociale, dipendenze, marginalità e problemi di ordine pubblico.

Per una delle persone presenti, in evidente stato di alterazione psicofisica, è stato necessario l’intervento della Croce Rossa. Non riusciva ad alzarsi autonomamente e, per mantenersi in equilibrio, si stringeva a un palo della pubblica illuminazione come fosse l’unico sostegno possibile.

Un’immagine forte, che impone però di andare oltre il semplice tema del decoro.Da una parte c’è la necessità di garantire assistenza alle persone più fragili, attraverso servizi sociali, strutture sanitarie e percorsi di recupero.

Dall’altra resta aperta una questione che riguarda direttamente il controllo del territorio: chi deve far rispettare le ordinanze che limitano o vietano il consumo di bevande alcoliche in determinate aree pubbliche della città?Le ordinanze, infatti, rischiano di perdere ogni efficacia se non vengono accompagnate da una presenza costante e da controlli mirati.

Non basta vietare sulla carta. Occorre prevenire, intervenire e, quando necessario, sanzionare.Il problema non può essere risolto semplicemente allontanando chi dorme su una panchina. La marginalità non scompare cambiando strada o piazza.

Servono interventi coordinati tra Comune, servizi sociali, Polizia locale, forze dell’ordine, Asl e mondo del volontariato.

Ma anche la solidarietà, da sola, non può diventare l’alibi per rinunciare al rispetto delle regole.Quello visto questa mattina non è soltanto il racconto di una piazza occupata da persone in difficoltà. È il segnale di una città che deve decidere se continuare a intervenire soltanto quando arriva l’ambulanza oppure costruire finalmente una risposta capace di arrivare prima dell’emergenza.

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