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La denuncia

Fontanelle di Atri, la protesta delle mamme: «Bambini in un’aula piccola e calda mentre il nuovo asilo resta inutilizzato»

Per ovviare ai problemi della scuola d'infanzia, le famiglie propongono di usare temporaneamente altri spazi

Fontanelle di Atri, la protesta delle mamme: «Bambini in un’aula piccola e calda mentre il nuovo asilo resta inutilizzato»
di Tito Di Persio
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ATRI. Un’aula ritenuta troppo piccola, il caldo che durante i mesi primaverili ed estivi renderebbe difficile la permanenza dei bambini e l’assenza di spazi verdi per giocare. È la situazione denunciata da alcune mamme dei bambini della scuola dell’infanzia di Fontanelle di Atri, che hanno deciso di rivolgersi alla redazione per chiedere attenzione e soprattutto risposte.

Secondo quanto raccontano le famiglie in una lettera, da oltre un anno i bambini sono stati trasferiti all’interno della scuola primaria, dove frequentano le lezioni in un’aula che le mamme definiscono «piccola e, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, estremamente calda».

Una sistemazione che, a loro giudizio, rappresenterebbe un peggioramento rispetto agli spazi utilizzati in precedenza, quando la scuola dell’infanzia disponeva di ambienti più ampi, spazi per il gioco e un’area verde esterna.

«I bambini trascorrono gran parte della giornata all’interno di questa aula, senza poter usufruire di spazi adeguati per il gioco e le attività e, soprattutto, senza avere a disposizione un’area verde esterna», scrivono le mamme, sottolineando le difficoltà vissute quotidianamente dai piccoli e dalle insegnanti.

A rendere la situazione, secondo le famiglie, ancora più difficile da comprendere è la presenza sul territorio di una nuova struttura destinata ad asilo nido, realizzata con fondi PNRR del Comune. La struttura, stando a quanto riferito dalle mamme, sarebbe attualmente chiusa e inutilizzata. Il motivo sarebbe legato alla necessità di reperire le risorse per acquistare gli arredi e quanto necessario per consentire l’avvio del servizio.

Da qui la domanda delle famiglie: «Se il nuovo asilo nido non è ancora nelle condizioni di poter essere aperto per la sua destinazione definitiva, perché non valutare la possibilità di utilizzare temporaneamente quegli spazi per la scuola dell’infanzia?».

Le mamme riferiscono inoltre di aver visto all’interno della nuova struttura «vecchi arredi e materiali provenienti dalla precedente scuola dell’infanzia» e chiedono quindi di verificare la possibilità di utilizzare temporaneamente quegli spazi, in attesa dell’apertura definitiva del nido.

La richiesta, spiegano, sarebbe stata sottoposta più volte al sindaco, dal quale avrebbero ricevuto l’indicazione che sarebbe stata presentata una richiesta al Provveditorato competente per verificare la possibilità dello spostamento. «Ad oggi, tuttavia, non abbiamo ricevuto alcun riscontro concreto e non vediamo ancora alcuna soluzione», lamentano le famiglie.

Le mamme precisano di non voler chiedere una modifica definitiva della destinazione della struttura, ma soltanto una soluzione temporanea, «qualora tecnicamente e amministrativamente possibile», che possa garantire ai bambini ambienti più adeguati, soprattutto nei periodi dell’anno caratterizzati dalle temperature più elevate.

«Stiamo parlando di bambini piccoli, che hanno bisogno di spazi in cui potersi muovere, giocare, svolgere le attività didattiche e stare all’aperto», sottolineano nella lettera. E aggiungono: «Ci sembra paradossale che una struttura nuova, realizzata con fondi pubblici e destinata ai bambini, rimanga inutilizzata mentre i nostri figli sono costretti a trascorrere le giornate in un’aula piccola, molto calda e priva di uno spazio verde».

La richiesta ora è quella di fare chiarezza sull’iter della vicenda e, in particolare, di capire se la richiesta al Provveditorato sia stata effettivamente presentata e quali siano gli eventuali impedimenti che fino a oggi hanno impedito di trovare una soluzione.

«Non vogliamo creare polemiche: vogliamo semplicemente che venga ascoltata la nostra richiesta e che venga trovata una soluzione nell’interesse dei nostri bambini», concludono le mamme di Fontanelle, affidando alla redazione la loro richiesta di attenzione su una vicenda che riguarda direttamente le condizioni quotidiane in cui i più piccoli frequentano la scuola.