Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

In nome, per conto e nell’interesse del Dott. Domenico Trozzi, che me ne ha conferito espresso mandato, ai sensi della vigente normativa sulla stampa, in particolare dell’art. 8, Vi invito e diffido, sotto comminatoria delle sanzioni di Legge, a provvedere alla rettifica, delle inesattezze riportate nel servizio dal titolo: "Dalla spaccatura al “generale” antimafia. Domenico Trozzi: si ricompatta il centrodestra rosetano", contenuto nell’edizione del 13 ottobre 2026, del Vostro giornale, a firma "Tito Di Persio".
Contrariamente a quanto improvidamente scritto e pubblicato, il Dott. Trozzi non si è candidato e non ha dichiarato alcuna sua disponibilità in tal senso, ad alcuna carica in competizioni politiche, e quanto affermato in quell'articolo è pertanto del tutto inveritiero. InvitandoVi a verificare con maggior attenzione la veridicità delle notizie, prima di pubblicarle, stimo opportuno riepilogare sinteticamente la carriera del Dott. Trozzi, di modo da consentirVi di verificare le grossolane imprecisioni in cui è incorso l'autore di quel pezzo.
Domenico Trozzi, frequentò l’Accademia del Corpo delle Guardie Pubblica Sicurezza, all’epoca a ordinamento militare, nel quadriennio 1966/70, conseguendo alla sua conclusione il grado di Tenente. Assegnato alla Scuola Allievi Guardie di Pubblica Sicurezza di Caserta, si laureava in giurisprudenza nel corso di scienze politiche, e conseguiva i brevetti di paracadutista, di pilota di elicottero e ad ala fissa, presso le scuole di volo dell’Aeronautica Militare, istruttore di volo e di paracadutismo in caduta libera, con oltre 500 lanci all’attivo, atleta partecipante a innumerevoli competizioni internazionali, sia civili che militari, cintura nera di judo.
Vincitore di numerose medaglie d’oro in competizioni di atletica, judo, nuoto e paracadutismo, vincitore dei Campionati Mondiali di Polizie e Vigili del Fuoco nel 2009. Nel 1981 era Tenente Colonnello, a seguito della smilitarizzazione del Corpo, divenuto Polizia di Stato, e fu inserito nel nuovo ruolo unificato dei Funzionari di Polizia. L'ultimo incarico ricoperto, è stato quello di Direttore dei Reparti Speciali della Polizia di Stato, fino al suo congedo, per raggiunti limiti di età, nel 2009.
Dopo la smilitarizzazione e fino al passaggio in quiescenza, per la normativa all’epoca vigente, indossava i gradi con le insegne in uso nelle Forze Armate, equivalenti nella tabella di equiparazione tra le qualifiche dei funzionari della Polizia di Stato e i gradi degli Ufficiali delle Forze Armate, indossando, fino all’ultimo giorno di servizio l’uniforme con le insegne del grado che per le Forze Armate erano di Generale di Brigata e per la Polizia di Stato di Dirigente Superiore.
Per questi motivi, data la sua estrazione militare e il fatto che indossasse i gradi di Generale di Brigata veniva da tutti chiamato Generale come previsto dalla tabella di equiparazione tra gradi delle Forze Armate e qualifiche della Polizia di Stato.
In ogni caso il Dott. Trozzi si è sempre presentato come Dirigente Superiore della Polizia di Stato anche se non gli è mai dispiaciuto sentirsi chiamare Generale. Nel corso della carriera è stato:
Dirigente del 3° Reparto volo di Bologna
Dirigente del 4° Reparto volo di Palermo
Dirigente del 1° Reparto volo di Roma
Dirigente Provinciale della Polizia Stradale di Chieti
Dirigente del 2° Reparto Mobile
Direttore del Servizio Reparti Speciali della Polizia di Stato
Responsabile del settore aereo della Polizia di Stato.
Non si è mai occupato di politica, e mai ha neppure espresso desiderio di candidarsi, nonostante le non poche proposte ricevute.
Ha proseguito, anche dopo il passaggio in quiescenza, a dedicarsi ai giovani, soprattutto disagiati, per sottrarli alla strada, iniziando a Palermo con l'aiuto della Fidal, portando i giovani alla pratica dell'atletica leggera, anche grazie all'ausilio del compianto Padre Don Puglisi, che tanti di loro ha sottratto alla criminalità, facendoli studiare presso la sua Parrocchia di San Gaetano nel quartiere Brancaccio. A Padova ha replicato l'esperienza palermitana, costituendo il Gruppo sportivo giovanile Fiamme Oro, attingendo nuove leve dell'atletica nei quartieri meno abbienti dell'Arcella e altri.Tutte queste attività sono state possibili grazie alla disponibilità di personale della Polizia di Stato che, libero dal servizio, del tutto gratuitamente, si è sempre messo a disposizione, e ancor oggi proseguono, attraverso l'Associazione Prossimità alle Istituzioni, autorizzata dall'allora Capo della Polizia, Dott. Antonio Manganelli, con la collaborazione dei Gruppi sportivi Fiamme Oro e dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato, sede di Pescara, con delega del Comune di Pescara, che ha designato la sua associazione quale coordinatrice di tutte le associazioni di volontariato del territorio.
Vanno ricordati i fraterni amici, la cui perdita è impressa nei suoi ricordi, Giovanni Falcone, Ninni Cassarà, Boris Giuliano e Vito Schifani, cresciuto da giovanissimo da lui, può dirsi come un figlio e praticava l'atletica leggera nel gruppo sportivo Fiamme Oro di Palermo.
Senza voler entrare nel merito dei commenti rinvenuti sotto l'articolo, Vi segnalo, al fine di sollecitare una maggior attenzione, che in conseguenza di quelle notizie, sono apparsi insultanti commenti che, se certamente qualificano i loro autori, evidenziano i pericoli insiti nel pubblicare notizie, senza prima averle accuratamente verificate. Se è indiscutibile il diritto di cronaca, altrettanto indiscutibile è che quel diritto non può essere utilizzato in modo tale da mistificare la realtà e arrecare danni. Auspicando che vogliate porre rimedio, per quanto possibile, al danno di immagine causato da quell'articolo, mi corre l'obbligo di informarVi che, in difetto, decorsi invano i termini di legge, procederò, senza ulteriore avviso, in tutte le sedi opportune, per la miglior tutela degli interessi del mio patrocinato.
Distinti saluti
Avv. Maurizio Scuderi