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Maltempo

Grandinata devastante nel Teramano: tetti, auto e pannelli fotovoltaici distrutti. Danni per milioni di euro

Colpiti Pineto, Roseto, Grasciano, Bellante, Sant’Atto e San Nicolò. I sindaci avviano la ricognizione e chiedono ai cittadini di documentare ogni danno

I danni
I danni
di Giancarlo Falconi
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TERAMO – Tetti danneggiati, pannelli fotovoltaici distrutti, vetrine infrante e automobili ridotte in condizioni tali da dover essere rottamate. È pesantissimo il bilancio della violenta grandinata che ha investito una vasta area della provincia di Teramo, lasciando dietro di sé una lunga scia di devastazione.

Le segnalazioni più gravi arrivano da Pineto, Roseto, Grasciano, Bellante, Sant’Atto e San Nicolò a Tordino, dove i chicchi di grandine hanno colpito abitazioni, attività commerciali e insediamenti produttivi. Danni ingenti sono stati registrati anche sui tetti dei capannoni industriali e sugli impianti fotovoltaici installati su case private e complessi aziendali. Nella zona di Sant'Atto, distrutti i pannelli fotovoltaici della sede Infosat di Franco Iachini e della Sae Automazioni: ingenti i danni riportati da numerose aziende che sono state costrette a sospendere in queste ore la produzione. Danneggiati anche gli impianti della consigliera regionale Marilena Rossi.

Una prima stima parla di diversi milioni di euro, ma il conteggio complessivo è ancora in fase di definizione. I sindaci dei territori interessati hanno disposto una ricognizione delle conseguenze provocate dall’eccezionale evento atmosferico, chiedendo ai cittadini di fotografare e documentare con precisione i danni subiti. 

Particolarmente critica la situazione nel territorio di Bellante. Il sindaco Giovanni Melchiorre ha effettuato personalmente un sopralluogo nelle aree maggiormente colpite, descrivendo uno scenario di eccezionale gravità.

«Sono in auto e sto guardando l’enormità dei danni alle case e ai mezzi provocati dalla violenta grandinata appena occorsa. Soprattutto l’area di Ripattoni e Bellante Stazione appare particolarmente colpita», ha dichiarato il primo cittadino.

Numerose le telefonate ricevute dagli amministratori da parte di residenti che chiedono indicazioni sulle procedure da seguire. Melchiorre ha invitato le famiglie e le imprese a registrare ogni danno e a conservare tutta la documentazione contabile e fiscale relativa agli interventi urgenti e non rinviabili.

«È difficile, al momento, fare previsioni su come sarà gestito questo evento ai livelli istituzionali più alti – ha aggiunto – ma appare evidente che lo Stato non potrà non farsi carico di tutti questi danni, laddove non risultino già coperti da polizze assicurative private. Come amministrazione lavoreremo, in sinergia con le altre realtà colpite, per assicurare a tutti l’assistenza necessaria».

Pesanti conseguenze sono state segnalate anche nel territorio comunale di Teramo, in particolare nelle zone di San Nicolò e Sant’Atto. Il sindaco Gianguido D’Alberto ha disposto una ricognizione immediata sulle proprietà pubbliche e ha rivolto un appello ai cittadini affinché raccolgano fotografie, preventivi, fatture e ogni altro elemento utile a certificare i danni.

«La violenta grandinata che nel pomeriggio ha colpito le zone di San Nicolò e Sant’Atto sembra aver causato, secondo le prime segnalazioni, ingenti danni sul territorio», ha spiegato il sindaco.

«Riteniamo che lo Stato debba farsi carico di questa situazione. Monitoreremo tutti gli sviluppi del caso», ha concluso D’Alberto.

Le amministrazioni comunali attendono ora di completare la ricognizione per quantificare con maggiore precisione l’entità economica della devastazione e valutare una richiesta congiunta di riconoscimento dello stato di emergenza. Nel frattempo, famiglie, commercianti e imprenditori iniziano a fare i conti con una delle grandinate più distruttive che abbiano colpito negli ultimi anni il territorio teramano.