Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

GIULIANOVA. Il Tribunale di Teramo ha disposto la riapertura delle indagini sulla tragica scomparsa di Fabrizio Piccinini, l'operaio originario di Bellante. deceduto a seguito di una caduta da un'impalcatura mobile in un cantiere di Giulianova.
Nonostante una prima archiviazione con decreto del giudice, la tenacia dei familiari non si è fermata. Il fratello Luca Piccinini, il figlio Emanuele e l’ex compagna dell'uomo hanno presentato due distinti ricorsi tramite i legali Ivan Vecchio e Goffredo Tatozzi. Le istanze hanno evidenziato criticità nelle attività investigative iniziali, convincendo il Gio a ordinare al pm Greta Aloisi la ripresa del fascicolo, attualmente secretato.
L’impegno della famiglia e della Cisl
Determinante per questo nuovo impulso giudiziario è stato il supporto della CISL di Teramo. Il vicesegretario Marco Boccanera, legato da una profonda amicizia personale alla vittima, ha ribadito «la necessità di fare piena luce sulla dinamica dell'incidente. L'obiettivo comune è trasformare i dubbi in certezze processuali, accertando eventuali responsabilità per omicidio colposo o violazione delle norme sulla sicurezza.»
Verso la verità processuale
Con il fascicolo nuovamente aperto, si attendono i nuovi accertamenti tecnici richiesti dalle parti lese. La speranza dei congiunti è che il procedimento possa approdare a un dibattimento giudiziale.
«Voglio sapere come è morto mio fratello», ha dichiarato con fermezza Luca Piccinini, «auspicando che la verità emerga per onorare la memoria di Fabrizio e prevenire simili tragedie in futuro».