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Il caso

Esame prenotato nel 2029, ma a pagamento bastano quattro giorni: «Tre anni di attesa, una vergogna»

La denuncia di un cittadino contro le liste d’attesa nella sanità teramana: «Il servizio pubblico non può guadagnare sulla propria inefficienza e sul bisogno dei pazienti»

Foto IA
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di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Il prossimo appuntamento disponibile attraverso il Servizio sanitario nazionale è fissato al 25 giugno 2029. Quasi tre anni di attesa per sottoporsi a un esame diagnostico. Lo stesso esame, però, potrebbe essere eseguito in libera professione nel giro di appena quattro giorni.

È questa la situazione denunciata da un cittadino, che racconta con rabbia e amarezza quanto avvenuto al momento della prenotazione.

«Vedere che un esame viene fissato nel 2029 fa semplicemente schifo. È vergognoso e moralmente inaccettabile», afferma, evidenziando la distanza enorme tra i tempi previsti dal canale pubblico e quelli dell’attività intramoenia.

Dopo aver ricevuto la prenotazione a distanza di tre anni, l’utente ha chiesto allo sportello quanto avrebbe dovuto attendere scegliendo la libera professione. La risposta sarebbe stata immediata: quattro giorni.

Un divario che riaccende la polemica sulle liste d’attesa e sul rischio che il cittadino, pur pagando regolarmente tasse e contributi, venga di fatto costretto a rivolgersi alla sanità a pagamento per ottenere una prestazione in tempi compatibili con le proprie necessità.

Il paziente ha già deciso che effettuerà l’esame in una struttura privata esterna, rifiutando però di ricorrere alla libera professione all’interno del servizio pubblico.

«Non permetterò alla sanità pubblica di guadagnare sulla propria inefficienza, speculando sullo stato di necessità del paziente», sottolinea. Una scelta che, precisa, non rappresenta un attacco ai tanti medici e operatori che continuano a lavorare con professionalità e dedizione, ma una contestazione netta nei confronti di chi ha responsabilità organizzative e gestionali.

La denuncia pone soprattutto una domanda: cosa accade a chi non dispone delle risorse economiche necessarie per pagare privatamente un esame o una visita?

Per molte famiglie, infatti, il ricorso alla prestazione a pagamento non rappresenta una scelta, ma un’opzione economicamente impossibile. E attendere fino al 2029 potrebbe significare rinunciare alla prevenzione, ritardare una diagnosi o lasciare peggiorare una patologia.

«Non si può continuare a sostenere che la sanità teramana sia migliorata», conclude il cittadino. «Forse è meno peggio di prima, ma tre anni di attesa restano un fallimento che nessuna intervista o dichiarazione può nascondere».