Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

Dopo la chiusura della procedura ponte da 24,7 milioni resta l’incognita sull’esito. Sullo sfondo, oltre alla disponibilità degli elicotteri, pesa la difficoltà di reperire piloti qualificati, sempre più richiesti dal mercato privato e vincolati al mantenimento delle necessarie ore di volo.
Non è più soltanto una questione di elicotteri. Dopo la chiusura della gara ponte per l’elisoccorso abruzzese, il timore è che il problema più difficile da risolvere possa essere un altro: trovare i piloti necessari per garantire il servizio senza interruzioni.
Il termine della procedura è scaduto ieri, 14 settembre, e adesso l’attenzione si sposta sull’esito della gara. Una fase particolarmente delicata, anche perché la precedente procedura comunitaria era già risultata deserta.
AreaCom, con la determinazione numero 311 del 28 agosto 2026, ha avviato una procedura negoziata per un affidamento ponte triennale del servizio di elisoccorso regionale, con l’obiettivo di evitare qualsiasi interruzione di un servizio essenziale per l’emergenza-urgenza.
La necessità di ricorrere a una soluzione ponte nasce proprio dalle difficoltà incontrate nei mesi precedenti. Dalla consultazione di mercato è emerso che per l’approvvigionamento di nuovi elicotteri possono essere necessari fino a 36 mesi dall’ordine, una tempistica incompatibile con l’esigenza di assicurare la continuità immediata del servizio.
Alla manifestazione di interesse avevano risposto quattro operatori economici specializzati, ritenuti idonei a essere invitati alla procedura negoziata.
Ora, però, il rischio di una nuova gara senza un esito utile resta uno degli interrogativi sul tavolo. E accanto alla disponibilità dei velivoli emerge una questione forse ancora più complessa: quella del personale.
La determina AreaCom non parla esplicitamente di carenza di piloti, ma richiama la necessità, per gli operatori, di assumere impegni non solo sugli elicotteri ma anche sul personale da impiegare e sulla formazione specifica.
Nel settore dell’elisoccorso, infatti, la disponibilità di un mezzo non è sufficiente. Servono equipaggi completi e piloti che mantengano requisiti, abilitazioni e una continuità operativa strettamente collegata anche alle ore di volo effettuate.
Ed è proprio questo uno degli elementi che potrebbe pesare maggiormente. Negli ultimi mesi i piloti sarebbero stati particolarmente richiesti anche dal mercato privato e si sarebbero registrate alcune dimissioni verso operatori privati. Una dinamica che, se confermata nei suoi effetti complessivi, potrebbe restringere ulteriormente il numero di professionisti immediatamente disponibili.
Il valore economico della gara è consistente. La base d’asta complessiva è pari a 24 milioni e 720mila euro per tre anni, di cui 6 milioni e 921.600 euro destinati ai costi della manodopera. La spesa annuale prevista è di 8 milioni e 240mila euro.
Per la base HEMS dell’Aquila sono previsti 3 milioni e 930mila euro all’anno, mentre per quella di Pescara 4 milioni e 50mila euro. Altri 780mila euro nel triennio sono destinati al trasporto sanitario e alla formazione.
La procedura è stata strutturata in un unico lotto e prevede l’aggiudicazione con il criterio del minor prezzo, sulla base della natura standardizzata del servizio e delle norme tecniche che regolano l’attività di soccorso sanitario in elicottero.
Adesso, però, i numeri lasciano spazio alle domande. Quante offerte sono arrivate? La gara riuscirà ad arrivare all’aggiudicazione o si correrà nuovamente il rischio di una procedura deserta? E soprattutto, gli operatori avranno a disposizione un numero sufficiente di piloti con i requisiti e le ore di volo necessarie?
Perché il punto finale è tutto qui: gli elicotteri si possono acquistare o noleggiare, ma senza chi è in grado di portarli in volo, l’elisoccorso resta fermo a terra.