Serie D
Il Notaresco rinnova i suoi pilastri: Formiconi, Arrigoni e Infantino ancora rossoblù
di Jacopo Forcella

TERAMO. Nel giorno dell'80° anniversario della Repubblica Italiana, le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto hanno offerto una riflessione profonda sul significato della democrazia, della partecipazione e della responsabilità civile.
Due interventi diversi per contesto ma accomunati da una medesima visione: la necessità di custodire e rafforzare i valori fondanti della Repubblica. Mattarella ha richiamato il momento storico della nascita dello Stato repubblicano, ricordando come il 2 giugno 1946 rappresentò un autentico esercizio collettivo di democrazia, caratterizzato da una straordinaria partecipazione popolare e dall'ingresso delle donne nella vita politica del Paese attraverso il diritto di voto.
Un passaggio storico che il sindaco D'Alberto ha voluto collegare idealmente al presente attraverso il richiamo a "C'è ancora domani", il titolo del film di Paola Cortellesi divenuto simbolo di emancipazione, diritti e cambiamento sociale. Un'espressione che assume oggi il valore di un messaggio civico: il percorso iniziato nel 1946 non si è concluso, ma continua nelle sfide contemporanee legate alla libertà, all'uguaglianza e alla partecipazione democratica.
«C'è ancora domani per proteggere ciò che abbiamo conquistato e per conquistare ciò che dobbiamo alla nostra storia», è il senso profondo di una riflessione che attraversa le generazioni e richiama ciascun cittadino al proprio ruolo nella costruzione del futuro della Repubblica.
I due discorsi si sono distinti anche per una struttura retorica di grande efficacia, fondata sui principi classici dell'arte oratoria: dall'inventio alla dispositio, dall'elocutio alla memoria fino all'actio. Una retorica che non si limita all'esercizio formale, ma che richiama il valore concreto della Costituzione come riferimento imprescindibile della vita democratica. Particolarmente significativo il richiamo finale del Capo dello Stato alla necessità di sostenere il tessuto sociale del Paese, intercettando bisogni, aspettative e potenzialità delle nuove generazioni attraverso il dialogo tra istituzioni, scuola e comunità educanti.
Dialogo, ascolto e prossimità diventano così i pilastri di una cittadinanza responsabile e partecipata. Un messaggio che assume un valore ancora più forte nell'ottantesimo anniversario della Repubblica, quando consolidare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni continua a rappresentare una delle sfide più importanti per il futuro del Paese.