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Il tema

Tombola Teramana, il caso delle scatole invendute: chi pagherà il conto?

E ora, tra le proposte avanzate, c'è anche quella di coinvolgere gli istituti scolastici

Un tema che sta facendo discutere
Un tema che sta facendo discutere
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. La valorizzazione del dialetto teramano e delle tradizioni popolari rappresentava l'obiettivo principale della Tombola Teramana, un progetto nato per trasformare un gioco della tradizione in uno strumento di promozione culturale. L'iniziativa aveva suscitato interesse per la volontà di tramandare alle nuove generazioni parole, oggetti e modi di dire appartenenti alla memoria storica del territorio.

Tra le caselle della tombola trovavano spazio termini come l'Aspe, l'aspo utilizzato per avvolgere il filo; la Femmnèlle, l'attrezzo impiegato per torcere il legno o la canapa; e la Frijaòve, la tradizionale padella in ferro o in coccio destinata alla frittura. Un percorso nella cultura popolare che richiamava gli studi dello storico Elso Simone Serpentini, già evocati dalla grafica e dall'impostazione della confezione del gioco.

A fronte del valore culturale dell'iniziativa, emergono però interrogativi legati alla gestione del progetto. Secondo quanto riferito, la mancanza di un vero piano di marketing pubblico avrebbe lasciato numerose confezioni invendute nei magazzini del produttore, con il rischio che il relativo costo ricada sulle casse del Comune di Teramo.

Tra le proposte avanzate c'è anche quella di coinvolgere gli istituti scolastici, utilizzando la Tombola Teramana come strumento didattico per far conoscere agli studenti il dialetto e le tradizioni locali.

La vicenda, secondo indiscrezioni, sarebbe stata affrontata sia tra i consiglieri di maggioranza sia tra quelli di opposizione. Restano così aperti diversi interrogativi: chi sosterrà le spese dell'operazione? Verrà individuata una specifica voce di bilancio, magari destinata alle attività ludiche, per coprire il costo delle confezioni rimaste invendute? E quale sarà la posizione della consigliera delegata agli Eventi, Debora Fantozzi, e dell'assessore Antonio Filipponi? Domande che, in attesa di eventuali chiarimenti ufficiali, continuano a rimanere senza risposta.