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Il post terremoto

Colleatterrato, dieci anni di abbandono: tra cantieri fantasma e degrado fuori controllo - Video

Basterebbe un semplice sopralluogo (che noi abbiamo fatto) per rendersi conto della situazione. Altro che narrazioni rassicuranti e numeri sbandierati

Due immagini simbolo del degrado
Due immagini simbolo del degrado
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. A dieci anni dal terremoto, Colleatterrato — uno dei quartieri più panoramici di Teramo — è il simbolo di una ricostruzione fallita. Qualche cantiere Ater di demolizione e ricostruzione, molte chiacchiere, promesse a vuoto e una realtà che parla di abbandono, incuria e totale assenza delle istituzioni.

Basterebbe un semplice sopralluogo per rendersi conto della situazione. Altro che narrazioni rassicuranti e numeri sbandierati: nel quartiere ci sono spazi pubblici dichiaratamente inagibili che restano incredibilmente aperti e accessibili, senza transenne, senza ordinanze visibili, senza controlli. Luoghi diventati rifugi per tossicodipendenti, spacciatori, senzatetto e discariche abusive dove viene scaricato di tutto, anche materiale potenzialmente pericoloso.

Il nostro sopralluogo

Il rischio incendi è concreto e quotidiano in diverse strutture pubbliche, nel silenzio assordante di chi dovrebbe vigilare. Possibile che nessuno veda? Possibile che nessuno intervenga? La Polizia Locale e gli enti preposti dovrebbero spiegare perché non si procede a verbali, chiusure, controlli e messa in sicurezza immediata.

E poi c’è la questione delle abitazioni: chi controlla chi oggi vive in immobili che un tempo appartenevano a famiglie teramane oneste e oggi sono diventati terra di nessuno?

La ricostruzione, nei fatti, è ferma a provvedimenti vecchi di quasi dieci anni: agosto e ottobre 2016, gennaio 2017. Da allora, il nulla. Un immobilismo che grida vendetta e che rappresenta una ferita aperta per la città.

Sarebbe il caso che il commissario alla Ricostruzione, Guido Castelli, smettesse di leggere relazioni e venisse a fare un giro vero, sul posto, per vedere cosa significa davvero “ricostruzione” a Colleatterrato. Qui non c’è solo ritardo: c’è un fallimento politico e amministrativo sotto gli occhi di tutti.

Lo Stato, semplicemente, non c’è. E questa assenza non è più solo imbarazzante: è inaccettabile.