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La sentenza

Avezzano, morta a 20 anni nell'incidente: condannato il fidanzato di Gioia Muliere - Positivo ad alcol e droga

Il giovane perse il controllo dell'auto finendo contro un muro

Gioia Muliere
Gioia Muliere
di Redazione cronaca
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AVEZZANO. È di quattro anni la condanna emessa dal Gip del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, a carico del giovane che era alla guida della vettura nel tragico schianto in cui perse la vita la 20enne sua fidanzata il 31 marzo 2024 a San Benedetto dei Marsi. Ai carabinieri della compagnia di Avezzano fu affidato il compito delle indagini.

La vittima

Si tratta di Gioia Muliere, la ragazza di 20 anni, avezzanese, studentessa universitaria, che rimase vittima dell’incidente. È l’epilogo della richiesta di patteggiamento a carico di Mario Cordischi, anch’egli di Avezzano: si chiude così la dolorosa vicenda giudiziaria relativa all’incidente mortale in cui perse la vita la fidanzata. Gioia, diplomata all’Istituto superiore “Galileo Galilei” di Avezzano, frequentava la facoltà di Economia e commercio all’università “La Sapienza” a Roma. Il 17 gennaio 2025 a lei è stata conferita una laurea in Scienze aziendali alla memoria.

L’incidente

L’incidente avvenne in via Francesco Ippoliti, alle porte di San Benedetto dei Marsi, alle 5 del mattino, quando l’Alfa Romeo Mito, dopo una curva, finì fuori strada andando a schiantarsi contro un muro. Stando alla prima ricostruzione, Gioia fu proiettata fuori dall’abitacolo e morì sul colpo, mentre lui rimase per 21 giorni in coma all’ospedale di Avezzano. Contestata sia la velocità, vicina ai 100 km/h, superiore ai limiti consentiti e non adeguata né alle condizioni della strada né all’orario notturno. A pesare, inoltre, sulla condanna anche la sua condizione psicofisica alla guida, alterata dal’alcol e dalla droga, e le condizioni non idonee del veicolo. Cordischi perse il controllo dell’auto finendo per impattare con un muro: non ci fu nulla da fare per Gioia.

Le indagini

Si trattò di omicidio stradale. Il pubblico ministero Chiara Lunetti affidò l’autopsia al medico legale Antonio Tombolini. Per il giovane, quindi, scattano i domiciliari: con obbligo di permanenza nel territorio abruzzese, ritiro del passaporto, obbligo di esibizione del provvedimento alle forze dell’ordine, 200 ore di volontariato e colloqui di sostegno psicologico, con presentazione al SERT. Prevista, inoltre, la revoca della patente di guida.