Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Ancora una volta le liste d'attesa riportano al centro del dibattito il diritto dei cittadini a ricevere cure nei tempi previsti, soprattutto quando si tratta di pazienti particolarmente fragili.
La priorità "B" (Breve) prevede che una visita specialistica o un esame diagnostico vengano effettuati entro dieci giorni dalla prescrizione medica. Nel caso che segnaliamo, invece, una paziente oncologica ha ricevuto un appuntamento per una visita vascolare fissato a ottobre 2026, con un'attesa superiore ai cento giorni.
Una situazione che assume un significato ancora più delicato alla luce della lontana formalizzazione della rete oncologica. Per chi sta affrontando un percorso di cura, leggere una data così distante per una prestazione classificata come urgente non rappresenta soltanto un disagio organizzativo, ma rischia di trasformarsi in un motivo di sconforto e di sfiducia nei confronti del sistema sanitario.
È probabile che, dopo la pubblicazione di questa vicenda, la Asl di Teramo intervenga ricontattando la paziente per anticipare l'appuntamento. Ma il nodo della questione resta un altro. Al di là della soluzione del singolo caso, occorre interrogarsi su quanto l'empatia, l'umanizzazione della cura e il rispetto della dignità dei pazienti trovino concreta applicazione nella quotidianità della sanità. Perché il tempo, soprattutto per chi combatte una malattia oncologica, non è un dettaglio: è parte integrante della cura.