Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Il 20 gennaio 2025 le istituzioni hanno acceso i riflettori su Casalena annunciando la nascita della Cittadella dei fragili e della Salute, presentata come uno dei progetti simbolo della sanità territoriale. Un intervento imponente, finanziato con fondi pubblici, destinato a sorgere su un’area che per anni è stata sinonimo di degrado, abbandono e illegalità. Dietro la narrazione ufficiale dell’“ambizioso progetto”, dietro i lavori in corso, però, restano interrogativi aperti sullo stato reale dei luoghi, sui tempi e sulle condizioni di sicurezza di un’area che dovrebbe diventare un presidio sanitario ma che, ancora oggi, racconta tutt’altra storia.
Nuova chiusura
Sulla carta tutto procede secondo cronoprogramma. Nei fatti, però, a pochi metri dal futuro polo sanitario restano fabbricati incompiuti, accessibili, privi di recinzioni e ormai stabilmente occupati da tossicodipendenti e spacciatori. Strutture che rappresentano un rischio concreto per la sicurezza e che contrastano con l’immagine di rigenerazione urbana sbandierata nelle conferenze stampa. È da qui che nasce la nostra verifica sul campo: per capire cosa c’è davvero dietro i rendering e le dichiarazioni ufficiali, e se la “cittadella della salute” possa dirsi tale mentre intorno continuano a dominare incuria e abbandono.
Siamo andati a controllare.