Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. I vertici di Fiab Teramo si dimettono in blocco. A lasciare sono il presidente Gianni Di Francesco e i fondatori Raffaele Di Marcello e Valter Ciaffoni, tre dei nove soci che diedero vita all’associazione. Le dimissioni avranno effetto dal 1° gennaio.
Il nodo della nuova ciclabile
Alla base della decisione c’è la nuova ciclabile realizzata dal Comune di Teramo, progettata da Alessandro Tursi, all’epoca presidente nazionale Fiab. Secondo i dimissionari, il progetto comunale avrebbe di fatto “scavalcato” quello elaborato dalla Provincia e già condiviso con Fiab Teramo, che prevedeva una ciclovia nel parco fluviale.
“Nessuna condivisione con la città”
I tre parlano di totale assenza di confronto: «Il Comune è entrato a gamba tesa sul progetto provinciale, senza condividere nulla con la città. Non entriamo nel merito se la ciclabile sia migliore o peggiore, ma non è stata nemmeno inaugurata, nonostante l’avessimo chiesto».
Critiche su Pums e manutenzione
Nel mirino finiscono anche le strategie complessive sulla mobilità sostenibile: dal Pums alla gestione delle infrastrutture esistenti. «La ciclabile resta inutilizzata, è sporca, manca manutenzione e i ciclisti si lamentano», spiegano.
Il rapporto con Fiab Italia
Altro punto critico è il rapporto con il livello nazionale. «Riteniamo grave l’ingerenza di Fiab Italia sull’autonomia del territorio. La nostra associazione è stata ignorata e di fatto scavalcata», concludono.