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Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Il punteggio tennistico, un unicum nella storia quasi centenaria dei campionati biancorossi, disturba non poco l'analisi, e di conseguenza la sintesi, della partita. Perché è stata una gara decisamente strana: quasi tutte le conclusioni scagliate verso le due porte si sono trasformate in rete, complici errori macroscopici di chi difendeva. Badando all'essenziale, non si può non dire che la Vigor - alla prima sconfitta, ma che sconfitta... - esce ridimensionata dal Bonolis dopo un avvio stagionale da protagonista; e del Teramo non si può non dire che è apparso nettamente superiore ai marchigiani, che ha una fase offensiva devastante (quasi tre gol di media a partita in campionato) ma anche una fase difensiva quantomeno lacunosa (con le quattro di oggi salgono a 11 le reti subite in sei giornate, delle quali otto in casa). Il Diavolo ovviamente gioisce per la vittoria, perché il ko subito all'Aquila poteva lasciare il segno e bisognava ripartire subito per dimenticarlo e restare in scia ai cugini rossoblù, ma oggi più che mai sa che deve trovare al più presto un migliore equilibrio tra le due fasi: con questi numeri alla voce gol subiti, i campionati non si vincono.
Vittoria a parte, la gara di oggi è stata positiva per il Teramo anche perché ha sperimentato con successo un assetto inedito: il 2008 Mattia Di Marino, promettente centrocampista proveniente dalla Juniores, ha preso il posto nell'undici titolare del 2007 Salustri con conseguente ritorno dal 3-4-2-1 delle ultime uscite al 4-2-3-1, sistema che Pomante aveva utilizzato dall'inizio nelle prime due giornate. Proprio Di Marino, dinamico e sfrontato, è stato tra i protagonisti del buon avvio biancorosso insieme all'esperto compagno di mediana Marconato, in giornata di grazia. Il regista italo-argentino al 14' con un lancio di 40 metri ha permesso a Njambe di involarsi sulla sinistra, andare all'uno contro uno con il malcapitato Tomba, saltarlo e chiudere in rete sul primo palo. Incerto il tentativo di opposizione in tuffo del 2008 Are, che più avanti farà anche peggio. Il Teramo è sembrato poter dilagare subito, dominando una Vigor in palese difficoltà, fin quando il tecnico ospite Clementi al 25' non ha cambiato l'assetto dei suoi: dal 4-3-3 al 4-2-3-1, con De Feo libero di inventare a tutto campo e l'ala destra Braconi messa a centravanti. Risultato? Andamento stravolto. Teramo improvvisamente in difficoltà, con Culi impegnato da De Feo e Grandis sprecone sull'angolo conseguente (28'), e punito alla prima sbavatura difensiva.
Njambe e Pietrantonio non sono riusciti a liberare l'area quasi sulla linea di fondo, la palla è finita allo smarcato Grandis che stavolta ha azzeccato l'angolo: 1-1 al 34'. Capitan Pietrantonio non ha digerito lo sgarbo e al 37' si è lanciato senza palla in un corridoio vuoto dove lo ha raggiunto con i giri giusti un altro lancio da applausi di Marconato: controllo in corsa e sinistro in verità non irresistibile, che ha "bucato" il fantasmatico Are. Appena due minuti e Pietrantonio, ancora lui, ha messo in area un cross delizioso girato di testa in rete da Njambe: 3-1, anche qui Are non è apparso immune da colpe. Se il pubblico del Bonolis pensava di gustarsi il caffè all'intervallo senza troppi patemi d'animo, si sbagliava: al 45' un morbido cross da fermo di De Feo dalla trequarti destra è stato trasformato dalla testa di Urso nel gol del 3-2, con la linea di difesa biancorossa scavalcata e decisamente colpevole.
Nella ripresa il Diavolo è ripartito bene come aveva iniziato, ha subito sfiorato il 4-2 con Carpani (palla fuori a tu per tu con il portiere) e al 10' lo ha trovato con il cannoniere d'inizio stagione Fabian Pavone, fino a quel momento stranamente ai margini della partita. Servito con un passaggio filtrante da De Santis alle spalle del terzino Beu, Pavone ha giustiziato il povero Are di destro. Tre minuti ed è arrivato il 5-2 della (quasi) sicurezza: Pierfederici è stato steso da Magi Galluzzi in area, si è preso la responsabilità di calciare il rigore e lo ha trasformato, segnando il primo e strameritato gol stagionale. La Vigor, fin lì surclassata, ha rialzato la testa al 24' quando Pelosi, spostato in mediana dopo l'ingresso di Salustri al posto dell'applauditissimo Di Marino, è franato su Urso che era filtrato in area arrivando dalla difesa. Rigore molto contestato dal Teramo, ma non certo scandaloso, trasformato da Battista: 5-3 al 26'. Nel frattempo Pomante aveva messo dentro Tourè per Pierfederici spostando Njambe al centro e Tourè, come spesso gli capita, ha dato nuova linfa all'attacco biancorosso. Suo l'assist, dopo un batti e ribatti in area ospite, che ha permesso a Pavone di giustiziare Are, stavolta di sinistro, per il 6-3 al 33'. E Tourè avrebbe anche segnato il settimo al 36' raccogliendo una palla tirata sul palo da Njambe, ma il guardalinee lo ha pescato in fuorigioco.
Il finale di gara è stato puro "garbage time" come dicono nel basket, ovvero "tempo spazzatura", minuti del tutto senza senso: squadre praticamente ferme e lunga melina del Teramo, dal 40' passato al 3-4-2-1 perché Pomante ha concesso la standing ovation a Marconato e qualche minuto a Cipolletti L'arbitro Palma di Napoli è però riuscito a dare cinque minuti di recupero (mah...) e quasi allo scadere il rossoblù Calcina si è procurato una punizione dai 20 metri che Zonta ha trasformato in rete con una gran parabola sopra la barriera.
Il primo set al Foro Italico Bonolis è finito dunque 6-4, il Teramo è secondo a un punto dalla neo capolista L'Aquila e sfoggia numeri estremi: il miglior attacco e la peggior difesa del girone. Se non è stato strano questo primo scorcio di stagione, in riva al Tordino, dite voi cos'è strano.
Abruzzo Daily top player
Marconato 8 - Finora il 30enne mediano cresciuto in Argentina aveva mostrato il proprio valore a sprazzi, oggi è stato il dominatore del centrocampo. A parte gli assist a Njambe e Pietrantonio sui primi due gol, che da soli valgono un 7 in pagella, ha intercettato e ripulito palloni a decine.
PAGELLE TERAMO
Culi 6 - Un buon intervento sull'1-0, poi quasi para il rigore di Battista.
Pelosi 6 - Prova positiva macchiata dal fallo da rigore, evitabile, su Urso. Gioca dal 15' della ripresa in mediana, confermando la propria duttilità.
De Santis 6 - Bello il passaggio a Pavone sul gol del 4-2, ordinaria battaglia per il resto.
Bruni 6 - Senza infamia né lode, di certo lui e De Santis non possono essere contenti di tutti i gol presi e in particolare di quello di testa di Urso su un calcio piazzato molto leggibile.
Pietrantonio 6.5 - Un gol, un assist e qualche inevitabile sofferenza difensiva nella linea a quattro, che non è il suo habitat naturale.
Di Marino 7 - Una bella scoperta: non paga dazio all'emozione del debutto, gioca con personalità lì nel mezzo. In avvio di ripresa si vede anche in zona tiro.
Salustri (15' st) 6 - Contributo sufficiente, ma si vede che non è al top.
Pavone 7 - Il capocannoniere del girone sparisce misteriosamente dalla scena per tutto il primo tempo, ma si scatena nella ripresa con una doppietta (che lo porta a quota sette reti) e altri spunti dei suoi. Nel finale lo rileva De Negri.
Carpani 6 - Pur schierato trequartista contro una difesa decisamente allegra non trova i soliti inserimenti letali, né brilla in costruzione. Comunque positivo nel lavoro oscuro.
Njambe 7.5 - Al netto dell'incertezza difensiva che costa la rete dell'1-1, un'altra prestazione devastante condita da due gol. E' lui, con Pavone, il giocatore che permette al Teramo di spaccare le difese.
Pierfederici 6.5 - Finalmente a segno, lo meritava perché ci mette l'anima. Se Diakitè stenta a decollare o ha guai che lo tengono in panca come oggi, Pierfederici garantisce un rimpiazzo all'altezza.
Tourè (dal 21' st) 6.5 - Dà un contributo palpabile pur entrando sul 5-2. Suo l'assist del 6-3. (d.v.)
Il tabellino
TERAMO (4-2-3-1): Culi 6; Pelosi 6, De Santis 6, Bruni 6, Pietrantonio 6.5; Di Marino 7 (15' st Salustri 6), Marconato 8 (40' st Cipolletti sv); Pavone 7 (37' st De Negri sv), Carpani 6, Njambe 7.5 (45' st Antoniazzi sv); Pierfederici 6.5 (21' st Tourè 6.5). A disposizione: Cingolani, Diakitè, Mariani, Caucci. Allenatore: Pomante.
VIGOR SENIGALLIA (4-3-3): Are 4; Tomba 5 (21' st Parriniello 5.5), Magi Galluzzi 5, Urso 6, Beu 5; Grandis 6 (40' st Subissati sv), Gambini 5 (15' st Zonta 6), Celani 5.5 (15' st Calcina 6); Braconi 5, De Feo 6.5 (30' st Caprari sv), Battista 5.5. A disposizione: Perini, Tardini, Romanelli, Carlini. Allenatore: Clementi.
ARBITRO: Palma di Napoli.
RETI: nel pt 14' Njambe (T), 34' Grandis (S), 37' Pietrantonio (T), 39' Njambe (T), 45' Urso (S); nel st 10' Pavone (T), 13' Pierfederici (T) su rig., 26' Battista (S) su rig., 33' Pavone (T), 51' Zonta (S).
NOTE: spettatori 2.990 di cui 1.236 abbonati e 84 nel settore ospiti. Ammoniti Urso e Di Marino. Recupero 1' pt, 6' st.